Nella foto Suor Elisabetta è la prima a destra in seconda fila

Nell’aprile del 1961 iniziano i lavori del complesso scolastico Santa Maria di Gesù Redentore, che accoglierà la Scuola Materna, il corso di Ginnasio prima e l’Istituto Magistrale dopo, a cui si aggiungerà qualche anno dopo la Scuola Media femminile. L’istituto crescerà e formerà intere generazioni di ragazze taorminesi ma anche provenienti dai paesi limitrofi, puntando soprattutto su un’educazione personale e critica, curando in particolar modo le scelte di vita sempre coerenti con il vangelo. Figura importante, severa, a volte rigida, ma al contempo sempre interessata e presente nella formazione culturale, morale e religiosa delle giovani, di cui orgogliosamente anche se solo negli anni della scuola media posso essere annoverata anch’io, è stata Suor Elisabetta della Trinità, nata Rosa Finaldi.

Giunta a Taormina nel 1959 e rimasta sino alla morte nel 2005. Di questi 43 anni trascorsi a Taormina per ben 36 Suor Elisabetta è stata la preside dell’Istituto Santa Maria di Gesù Redentore a cui dedicò tutta la sua vita, la sua attenzione, il suo amore. Nata in un paesino in provincia di Napoli nel 1923, laureatasi in Storia e Filosofia, Rosa Finaldi insegnò sin da subito in un Liceo Classico di Sorrento, per la sua vocazione alla vita religiosa fu contrastata in famiglia e per questo scappò da casa. Riuscì a entrare infine nell’Istituto delle Francescane Missionarie di Maria, frequentò il noviziato a Roma, e trascorse il resto della sua vita con dedizione e amore a Taormina al servizio della scuola. Conosciuta come una preside di ferro dal cuore gentile, Suor Elisabetta non transigeva sull’igiene personale, il look, – lungo grembiule blu su calzettoni di cotone bianco e mocassini bassi, blu o neri-, sull’educazione e sullo studio ma se avevi bisogno di aiuto e conforto era sempre piena di attenzioni e cure nei confronti di tutte le sue alunne.

Di lei posso raccontare tanti aneddoti come quando ti controllava la lunghezza del grembiule o ti spiegava perché i jeans non erano adatti a una ragazza o ancora quando ti spiegava l’importanza dello studio del latino, erano gli anni che non era più obbligatorio alle scuole medie, o ancora quando leggeva nel tuo cuore i dubbi che tormentano una ragazza in crescita. Tradizionalissima nell’imporre regole di studio e di ordine, modernissima nel rapporto con i genitori e le alunne con cui aveva sempre un dialogo aperto e trasparente. Fu lei che spinse mia madre a lasciarmi frequentare il liceo scientifico e non rimanere invece al Magistrale. Affiancata da insegnanti laici e religiosi che sono state faro per tante ragazze allora, donne oggi, Suor Elisabetta della Trinità ha fatto della sua vita per la scuola e le alunne il suo apostolato. Oggi l’Istituto Santa Maria di Gesù Redentore gestito da oltre vent’anni con cura e passione dai Fratelli Maristi, la cui missione è proprio l’educazione e l’amore dei ragazzi, sarà chiuso. Con i cuori lacerati dalla tristezza, siamo sicuri che il messaggio di emancipazione culturale e di stile di vita, all’insegna della rettitudine morale e della dignità intellettuale rimarrà scolpito per sempre in tutte quelle donne e quegli uomini che con orgoglio possono dire di aver fatto parte di questo istituto.

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