Salvo smentite, si tratta del colpo più duro per Crocetta – Acque agitate nel Mediterraneo. Se da una parte la Grecia sta vivendo l’ennesimo momento tragico e rischia di trascinare nell’incertezza tutta la zona euro, dall’altra parte, in terra sicula, da qualche giorno diversi assessori si stanno dimettendo. Almeno da una parte del Mare Nostrum, dunque, qualcuno sta uscendo da qualcosa. L’ultima, in ordine di tempo, è l’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino. La figlia del noto giudice assassinato dalla mafia, Paolo Borsellino, dopo lo scandalo che ha condotto agli arresti il primario dell’unità di Chirurgia plastica e maxillo facciale dell’Ospedale Villa Sofia di Palermo, Matteo Tutino, ha deciso di prendere le distanze dal governatore Rosario Crocetta e dalla sua giunta. A meno di clamorose smentite (e tutto è possibile in questo clima politico), l’esponente più significativa del “crocettismo” avrebbe deciso di tirare i remi in barca e abbandonare la nave sempre più malconcia e in balia delle onde siciliane.

Il Pd temporeggia e rischia di essere travolto – La scelta della Borsellino, questa volta, sembra irremovibile anche se il presidente Crocetta sta cercando in tutti i modi di convincerla a rimanere. È chiaro che Crocetta si gioca tutto, o quasi, con la permanenza o meno della Borsellino in giunta. Un cognome che rappresenta il significato del suo mandato, dei suoi obiettivi politici e sociali. Senza il quasi ex assessore, però, tutto questo potrebbe venire meno. Ma se fuori dal Palazzo le acque sono agitate come non mai, all’interno delle quattro mura regna la solita tranquillità. Si aspetterà che la tempesta passi, a meno che non succeda qualcosa di irreparabile. E l’unica cosa di così grave potrebbe essere la sfiducia a Rosario Crocetta. Si tratta di un’ipotesi credibile? A quanto pare no, perché neanche nel Partito Democratico c’è l’intenzione di “staccare la spina” all’attuale governo regionale. Fabrizio Ferrandelli ha lanciato su Facebook un’iniziativa in cui chiede ai siciliani di attivarsi per dire “basta” al governo Crocetta, mentre gli altri esponenti temporeggiano.

Mancanza di prospettiva e di coraggio – Cracolici, Faraone, Raciti e altri esponenti regionali che in questi giorni hanno accompagnato assessori della giunta Crocetta anche a Taormina, in occasione del Taormina Film Festival, non vogliono prendersi questa responsabilità. In realtà sanno bene che ancora non c’è un progetto politico definito e la paura delle urne, dopo questi anni di governo, è forte. Gela docet. I democratici sono quasi con le spalle al muro. O impongono una forte deviazione e avviano un progetto per un rinnovato centrosinistra, ma non c’è la certezza di riuscire a creare qualcosa di vincente, oppure rischieranno, in vista delle prossime regionali, di essere travolti dall’insoddisfazione delle cittadine e dei cittadini che potrebbero scegliere come nuovo presidente della regione Sicilia un grillino o l’onorevole Nello Musumeci. Il Pd, in sostanza, rischia di essere una semplice comparsa e assistere da spettatore al futuro dell’isola. Contenti loro.

© Riproduzione Riservata

Commenti