Antonino Pulvirenti (Presidente dimissionario Calcio Catania) - Foto www.calciocatania.it
Antonino Pulvirenti (Presidente dimissionario Calcio Catania) - Foto www.calciocatania.it

L’autogol di Pulvirenti – I tempi in cui il presidentissimo del Catania calcio criticava la Juventus e qualche errore arbitrale sono lontani. Ormai da qualche giorno, come sarà noto a tutti, Antonino Pulvirenti è agli arresti domiciliari con le accuse di frode sportiva e truffa. L’elenco delle partite che gli inquirenti hanno posto sotto la lente di ingrandimento sono Varese-Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina-Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0 e Catania-Livorno 1-1. I sospetti degli inquirenti si concentrano anche su un’altra partita, Catania-Avellino, terminata 1-0 per il club etneo. L’indagine è partita da un esposto dello stesso presidente del Catania, «per motivi di preoccupazione riguardo la tifoseria, motivi di preoccupazione fisica e da questa indagine se ne è passata ad un’altra che ha portato agli arresti di oggi», aveva spiegato il questore di Catania, Marcello Cardona. Un autogol clamoroso per il presidente etneo, che ha visto sbriciolarsi tutte le sue certezze in poche ore.

Gli affari a Taormina dopo i successi in giro per la Sicilia – Già, l’imprenditore nato a Belpasso di 53 anni aveva iniziato la sua carriera facendo dei sacrifici. Il diploma da ragioniere e tante belle idee erano il suo bagaglio iniziale. La prima svolta arriva quando compra un ex punto vendita della Standa e lo trasforma nell’originario Hard discount della Sicilia. Il marchio si chiamerà “Fortè” e negli anni a venire ne aprirà addirittura 85 in tutto il meridione. Pulvirenti è un imprenditore lungimirante e così crea la prima linea aerea low cost made in Italy: Wind Jet, composta da tredici airbus con basi a Palermo, Catania e Rimini che offrivano biglietti a prezzi scontatissimi. Gli affari avevano preso la strada giusta e Pulvirenti aveva fondato anche Sorsy e Morsy, una catena di ristorazione tra Catania, Palermo e Caltanissetta. È in quel periodo che decide di fare affari anche a Taormina. L’obiettivo è diventare protagonista nel principale settore economico della città: il turismo. E quindi decide di acquistare due alberghi di lusso nella zona di Mazzarò: l’Atlantis Bay e il Sea Palace.

L’ascesa e la caduta nel calcio – Sono queste due strutture il grande patrimonio di Antonino Pulvirenti a Taormina. Una ricchezza che ancora è nelle sue mani e non dovrebbe essere scalfita da questa brutta vicenda del pallone. Nel 2006, intanto, la rivista “Capital” lo elegge imprenditore siciliano dell’anno e sei anni dopo avviene la caduta rovinosa della sua compagnia aerea. Ma Pulvirenti non si scoraggia e diventa un appassionato del mondo del pallone. Prima acquista il Belpasso, poi inizia a pensare in grande. Rileva l’Acireale e lo fa arrivare in C2 e in seguito acquista da Luciano Gaucci il Catania, che porterà nella massima serie calcistica nel giro di qualche anno. Sono anni pieni di soddisfazioni, dove gli etnei si contraddistinguono per prestazioni e alcuni giocatori e allenatori importanti. Tutto fila liscio fino alla retrocessione in serie B e alle partite truccate. No, la serie B non era il peggiore dei mali per Antonino Pulvirenti.

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