Paolo Marchi-Foto/blogTAORMINA ©2015

La cucina al centro della vita degli italiani – Nella panoramica cornice del “Grand Hotel San Pietro” di Taormina, Paolo Marchi ha presentato il suo ultimo libro “Xxl – 50 piatti che hanno allargato la mia vita”. Il giornalista nato a Milano ha parlato del testo edito da Mondadori, in cui l’autore ha raccontato 50 storie collegate a 50 piatti che gli hanno cambiato la vita e non solo. La passione per la cucina ha caratterizzato la vita di Paolo Marchi, che per trentuno anni ha lavorato nella rubrica sportiva del “Giornale”. Nel 2004, però, è arrivata la svolta della sua vita quando ha fondato “Identità golose”, il primo congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore. Paolo Marchi ama la buona cucina, per lui dietro un piatto c’è un mondo che prosegue e si intreccia tra i suoi mille paradossi e l’ha confermato anche ieri sera: «La cucina non è soltanto “mangiare”, intorno a questo settore ruota ogni argomento. Soprattutto noi italiani sviluppiamo amicizie, relazioni. Facciamo affari. I cuochi, inoltre, hanno delle bellissime storie dietro e sarebbe interessante conoscerle».

La passione e il messaggio di “Xxl – 50 piatti che hanno allargato la mia vita” – È vero, c’è chi pensa che il cibo sia solo mangiare. Ma non è così. In parte l’epoca contemporanea ha contribuito a far cadere questo velo di pre-giudizio, però nell’età della velocità e dell’illusoria ricerca della perfezione sempre più persone tendono a “mangiare” ingurgitando delle pillole. Questo libro è una testimonianza dell’assurdità di questo modo di pensare. Si allontana per diverse taglie dalla moda della pillola e della barretta. Il messaggio di fondo che Paolo Marchi ha voluto lanciare con “Xxl – 50 piatti che hanno allargato la mia vita” va al di là della cucina e mette al centro l’importanza delle passioni e degli obiettivi che ci poniamo nella nostra vita. Ricollegandosi alle sue esperienze, Paolo Marchi afferma che «bisogna tener presente cosa si vuol fare da grandi e capire i nostri obiettivi. È importante la passione, comprendere la nostra strada e applicarsi. Perdere tempo è qualcosa di deleterio».

Tra i veri cuochi e gli attori che si fingono cuochi – Ecco la vera essenza della cucina che riesce ad andare oltre il semplice piatto. Una cucina intesa come settore in grado di affrontare qualsiasi argomento. Un punto di partenza dal quale ci si può incamminare e, spesso e volentieri, tornare. La visione ciclica della cucina è ricorrente nel pensiero del giornalista milanese. Nonostante questo pensiero non banale della cucina, secondo Paolo Marchi non bisogna denigrare i reality show del settore. Soprattutto “Masterchef”, infatti, permette di parlare di cucina e farla conoscere a un pubblico sempre più ampio. «A me piacciono i Cracco, i Barbieri, i Cannavacciuolo perché sono dei cuochi. Altri, invece, sono degli attori che si fingono cuochi. Mettendo da parte la “Prova del cuoco”, gli altri ti fanno vedere un diverso livello di cucina. In generale è bello che ci siano degli chef che parlino del proprio mestiere. Gualtiero Marchesi critica questi fenomeni, ma la televisione la faceva anche lui. L’importante è sapere che i cuochi lo sono nei loro ristoranti. Quello che viene dopo è un qualcosa in più», afferma Paolo Marchi tra un bicchiere di prosecco e un arancino al lime.

Taormina, il cibo veloce e l’opportunità dell’Expo – L’autore di “Xxl – 50 piatti che hanno allargato la mia vita” era a Taormina, quindi non poteva mancare il riferimento alla Perla dello Jonio. Una città in cui, nell’ultimo periodo, si stanno diffondendo i fast-food e il cosiddetto cibo veloce. Un paradosso se si considera la storia e la tradizione taorminese. Però, dal punto di vista di Paolo Marchi, si tratta di conseguenze della crisi economica. «Ho un amico pugliese il cui padre, da ragazzo, era venuto a imparare il mestiere al San Domenico Hotel. Parlava di questo posto come un luogo di élite assoluta. Quel mondo lì, oggi, non esiste più». Detto ciò Marchi sostiene che in Italia «non si riesce a dare una scala di valori e pensiamo che tutti possano avere diritti a tutto. Non è così e bisognerebbe far coesistere un turismo di massa con uno di qualità». Inoltre non poteva mancare un riferimento all’Expo che è stato definito «bellissimo». Un’Esposizione universale dove «chi sa promuoversi può attirare l’attenzione dei visitatori». Taormina, anche se è una città che tende a consumare e non a produrre, proprio per il suo nome «potrebbe essere un punto di riferimento in cui parlare e mostrare i prodotti dei luoghi circostanti».

Cucina & Politica – Infine a un giornalista appassionato di cucina non si poteva non chiedere a quale piatto assocerebbe i tre protagonisti della politica italiana: Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. «È gente che non sa mangiare», ha detto Paolo Marchi. «Renzi è un frettoloso. Quindi penserei a qualcosa tipo prosciutto, mozzarelle, gnocco fritto, melone. Berlusconi è assolutamente finto, quindi una sorta di panettone ricoperto di cioccolato. Roba di scena, che serve solo ad addobbare le pasticcerie durante il periodo natalizio. Mentre Salvini potrebbe essere la polenta più sciapa che esista». Eh si, la cucina di Paolo Marchi è una sorta di agorà dove ad ogni ora della giornata c’è qualcosa di interessante di cui parlare tra un boccone e l’altro.

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