La pianta della liquirizia il cui nome significa “radice dolce”, è un’erbacea perenne rustica, cioè resistente al gelo, che può superare il metro d’altezza ed è caratterizzata da una radice verticale a cui si affiancano alcuni stoloni ad andamento pressoché orizzontale. Le foglie sono composte da foglioline lunghe e strette, opache, di colore verde intenso, appaiate lungo il rachide (così è detta la nervatura principale di una foglia composta) e da una sola foglia posta sulla sommità dello stesso. I fiori si schiudono in estate, sono piccoli e graziosi di colore azzurro-violaceo, riuniti in inflorescenze ascellari, e sono seguiti dai tipici legumi bruno-rossastri contenenti ciascuno da due a cinque semi rotondi. La radice è la parte più caratteristica della pianta: da una radice principale, rizomatosa, si dipartono diversi stoloni, cioè ramificazioni allungate, ruvide ed estremamente scure, ma gialle all’interno. La radice della liquirizia è molto usata in pasticceria.

Questa pianta cresce spontanea lungo le coste dell’Europa meridionale in terreni sabbiosi, calcareo argillosi, sempre aridi, e nelle steppe orientali. L’esposizione ideale è calda e soleggiata. La liquirizia, spontanea in Italia e diffusa soprattutto in Sicilia, Calabria e Abruzzo, non richiede cure particolari e non trae vantaggio da una ricca concimazione che fornisce piante più sviluppate ma povere di proprietà benefiche. Le radici dopo essere state estratte dal terreno nel tardo autunno del terzo anno di coltivazione, ed essere state sbucciate, vengono fatte essiccare per essere messe in commercio sotto forma di bastoncini delle dimensioni di una matita. Dopo lunga bollitura dalle radici si ottiene un liquido scuro che è la base per produrre la liquirizia nera. Gli steli si candiscono o si cuociono per fare composte e marmellate. La liquirizia è un componente dissetante ed emolliente per pasticche e caramelle, dolcificante ed esaltante del sapore per dolci, alimenti e preparati dietetici, aromatizzante per liquori, bevande, tabacco, coprente per preparati farmaceutici di gusto sgradevole.

Per uso interno la liquirizia è sfruttata soprattutto come sedativo della tosse ed espettorante, come antispasmodico e coadiuvante dei processi digestivi, per i bruciori di stomaco e le gastriti. Un derivato della liquirizia, l’acido glicirretico, è largamente impiegato nella terapia dell’ulcera. Per uso esterno la radice di liquirizia masticata è un buon emolliente e antinfiammatorio della bocca e delle gengive, calma le irritazioni della gola dei fumatori, schiarisce la voce e migliora l’alito. Le proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie, batteriostatiche dell’acido glicirretico non sono direttamente sfruttabili poiché esso non è direttamente disponibile negli infusi di liquirizia. Sulla pelle esercita comunque un effetto lenitivo e normalizzante. La liquirizia viene usata nella preparazione di dolci, ed è ottima per addolcire le tisane. Questa pianta, che tutti conoscono per il piacevole aroma, ha anche notevoli proprietà terapeutiche. Tra gli usi che se ne possono fare ricordiamo quello contro bronchiti, tossi, raffreddori e quello come diuretico e per i disturbi epatici. La liquirizia è anche un ottimo stomachico, facilita la digestione e quieta gli spasmi. Nota già agli antichi medici cinesi, citata da Ippocrate come rimedio per la tosse, la liquirizia prende il nome da due termini greci, glykys che significa dolce e rhiza che vuol dire radice.

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