Un taglio indiscriminato – L’assessore regionale al Bilancio, Alessandro Baccei, può tirare il primo sospiro di sollievo. La legge che dovrà abbattere i costi della politica siciliana ha compiuto un passo davvero importante. Sala D’Ercole, infatti, ha approvato, seppur tra mille difficoltà, il primo articolo del testo che ridisegnerà il volto di tutti i Consigli comunali della Sicilia. Già, l’esito del voto è stato per certi versi sorprendente. Sarà stata l’avanzata del Movimento Cinque Stelle alle ultime elezioni amministrative che ha spinto l’attuale classe politica della Trinacria a dare un segnale forte ai cittadini dell’isola. Sta di fatto che la disposizione è più rigida di quanto ci si potesse immaginare, perché il 20 per cento in meno di consiglieri comunali riguarda in maniera indistinta tutti i comuni siciliani. La norma prevede un taglio di 1.300 poltrone di consigliere e 600 da assessore.

Nello Musumeci: «Ci sembra corretto il contenuto dell’emendamento» – La regione Sicilia vuole tirare la cinghia alle classe politica. L’emendamento, firmato dal gruppo dell’onorevole Nello Musumeci e passato con il sistema del voto segreto, ha spinto il presidente della Commissione regionale Antimafia a esprimere una convinta soddisfazione anche per l’ampia condivisione che il testo ha ottenuto in Aula: «La rappresentanza consiliare ha lo stesso valore, a prescindere dalla popolazione che rappresenta, è una questione di dignità democratica, non possono esservi differenze tra comuni grandi e piccoli, in questo senso ci sembra corretto il contenuto dell’emendamento, sul quale c’è stata ampia convergenza, anche nella maggioranza». La norma, dunque, verrà applicata dalle prossime elezioni e avrà gli stessi effetti sia su città come Palermo, Catania e Messina, che su centri più piccoli come Taormina, Giardini Naxos e Acireale.

Un risparmio di 48 milioni di euro – Tutti subiranno un ridimensionamento del 20 per cento nei vari Consigli comunali. Ad esempio a Catania i consiglieri passeranno da 45 a 36 e gli assessori diventeranno 8, a Messina i posti in consiglio diminuiranno da 40 a 32 e gli assessori saranno sette. In centri come Taormina si scenderà a 16 consiglieri comunali, a Giardini Naxos saranno 12, mentre nei paesi con popolazione fino a 3 mila abitanti, come Letojanni e Castelmola, si arriverà a dieci consiglieri e tre assessori. La Sicilia si metterà al passo con il resto d’Italia e questo comporterà un risparmio di 48 milioni di euro per le disastrate casse regionali. Mica male! L’approvazione, però, ha lasciato degli strascichi nella maggioranza. Nel Partito Democratico ha votato contro l’onorevole Rinaldi e nel centrosinistra hanno espresso voto negativo anche Picciolo e Lo Giudice.

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