Con ordinanza n. 142/2015/CONTRR, la Sezione di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei conti ha domandato al Comune di Taormina una vasta ed articolata serie di chiarimenti in merito al Piano di riequilibrio finanziario (ex art. 243 bis  del Testo Unico degli Enti Locali – TUEL), approvato con delibera di consiglio comunale n. 11 del 13 febbraio 2014.

Come ricorda la Corte, nella proprio ordinanza, tale Piano di riequilibrio è corredato dal parere favorevole dell’Organo di controllo, il quale, tuttavia, ha posto in luce come alcune sue previsioni “…non esprimono elementi di certezza, ma solo un grado di probabilismo e di attendibilità legato all’efficienza dell’azione amministrativa economica e finanziaria dell’ente…”.

A distanza di più di un anno dalla sua approvazione, serve acquisire documentazione comprovante la reale efficacia del Piano, nonché consegnare alcuni documenti – allegati al Piano – che non risultano nella disponibilità della Corte.

Le richieste della Corte dei conti – Oggetto di specifica richiesta di chiarimento, da parte della Corte dei conti, è, innanzi tutto, l’esposizione debitoria del Comune. Da questo punto di vista, infatti, i “numeri” del Comune non coincidono con quelli della Corte (i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze rese esecutive e spese accessorie ammonterebbero a circa 13 milioni di euro, secondo l’amministrazione comunale; importo da rivedersi in aumento secondo la Corte). Conseguentemente, la Sezione controllo ha domandato lumi in merito a tale discrasia (nel dettaglio, 8 punti di domanda ai quali rispondere, inclusa la situazione dei crediti più o meno fondatamente avanzati dalla ASM in liquidazione).

Non meno articolata è la richiesta di chiarimenti afferente le voci di entrata del bilancio comunale. In questo caso, i punti da chiarire (una decina di domande in tutto) si snodano tra argomenti alquanto complessi e variegati: dall’aumento della tassa di soggiorno e dell’aliquota IRPEF alle entrate derivanti dalla gestione del Teatro antico, per arrivare al piano di dismissione degli immobili comunali, un tema già trattato in diverse occasioni. Infine, l’amministrazione taorminese dovrà anche riferire in ordine alle misure di razionalizzazione delle spese sinora intraprese, con particolare riguardo alle spese connesse al costo del personale.

Ovviamente, l’ordinanza di cui si riferisce non rappresenta un provvedimento decisorio, ma solo un atto istruttorio. Tuttavia, non appare di poco momento lo sforzo elaborativo cui è sottoposto il Comune, tenendo presente che, per rispondere alle diverse richieste diffuse nelle 10 pagine di ordinanza, l’amministrazione ha tempo sino ad oggi (tre giorni prima della adunanza fissata per il giorno 19).

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