Avvocato Gaetano Callipo
Avvocato Gaetano Callipo

La road map regionale «non è vincolante» – Nel tardo pomeriggio è avvenuto l’incontro tra il sindaco, il presidente del Consiglio comunale e i componenti dell’Aula di Palazzo dei Giurati con l. Il legale è stato voluto con forza dal primo cittadino di Taormina per proseguire con professionalità e convinzione nel percorso di trasformazione, che vede coinvolto il comune, del Comitato Taormina Arte in Fondazione. L’avvocato ha messo in luce alcuni punti fondamentali da seguire nel breve periodo. Paletti per difendere gli interessi del comune di Taormina nelle trattative regionali che vedono coinvolte la regione, la città di Messina e la provincia. A tal proposito l’avvocato Callipo ha ricordato che il crono programma deciso nelle riunioni palermitane «non è vincolante». In un contesto del genere il comune di Taormina dovrà «essere bravo a portare avanti le sue richieste. In sostanza quella road map non è un testo dogmatico, ma «una linea di lavoro, in cui dobbiamo inserirci con alcune proposte». Su questo aspetto l’avvocato Callipo è stato chiaro e ha aggiunto che deve essere certa la volontà da parte del comune di Taormina di «partecipare alla futura Fondazione».

«Si alla partecipazione, ma a condizioni ben precise» – Un aspetto sul quale non ci saranno resistenze da parte del Consiglio comunale, come si è appreso nelle ultime settimane dalle parole del sindaco Giardina e da quelle dei politici dell’Aula. Se questo è il primo punto chiave da evidenziare alla regione Sicilia, il secondo è ricordare che «la partecipazione alla futura Fondazione vorrà dire mettere delle risorse, ma questo vorrà dire investirle in modo tale che non escano dal patrimonio del comune di Taormina». L’avvocato Callipo ha parlato di patrimonializzazione e non conferimento definitivo dei beni e ha aggiunto: «Destinare le risorse non da vincoli che appongo sul bilancio, ma dalla possibilità di mettere a reddito i beni con la patrimonializzazione del nome “Taormina”. L’esperto legale si è concentrato con insistenza sul ruolo economico del brand “Taormina”, che dovrebbe avere il suo peso nella trattativa regionale. Le parole del sindaco e del Consiglio comunale, a quanto pare, sono state rimarcate dall’avvocato il quale ha affermato: «Si alla partecipazione, ma a condizioni ben precise».

«Entro una settimana si potrebbe confezionare una proposta deliberativa» – E i pilastri del comune di Taormina sono individuare dei beni da concedere non come proprietà, ma come concessione con una possibilità di patrimonializzazione anche nel medio periodo (10-15 anni); valorizzazione del comune di Taormina nel futuro Statuto che sarà l’anima della Fondazione. L’amministrazione comunale si è voluta cautelare con la professionalità e la competenza dell’avvocato Callipo in una trattativa di cui ancora non si conosce molto. Non si sa come si muoverà il comune di Messina, la provincia, non si conosce il debito del Comitato. Quindi le parole d’ordine dell’avvocato Callipo sono «cautela e flessibilità», perché non si può ingessare il comune in una posizione dalla quale non potrà “muoversi”. In sostanza il legale ha trovato alcune sponde interessanti nell’Aula consiliare. Prima fra tutte quella di Eugenio Raneri, il quale nella sua mozione aveva proposto di concedere per un periodo ventennale l’ex Pretura alla Fondazione, di affidare in gestione concordata mediante convenzione (tutti o in parte) i Palazzi con destinazione d’uso culturale e aveva espresso «serie perplessità sulla presenza del Libero consorzio di Messina come socio fondatore di Taormina Arte». L’avvocato Callipo, oltre ad aver letto questa mozione, ha preso visione anche del testo presentato dai consiglieri del Pd, Benigni e Longo, e quello della consigliera Caltabiano e dopo la riunione di ieri pomeriggio ha detto che «entro una settimana si potrebbe confezionare una proposta deliberativa che prima di andare in Consiglio comunale, sarà oggetto di discussione in un pre-consiglio». Intanto il legale ha ribadito di «far presente alla regione Sicilia che il comune di Taormina non vuole rimanere fuori dalla Fondazione. Come vogliamo starci? In questo momento non possiamo dare una risposta definitiva, perché mancano diversi tasselli».

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