Taormina, ambulanti in Piazza IX Aprile -Foto/blogTAORMINA ©2015

Nessuna protesta nei confronti di venditori di palloncini e “cazzarelle” varie – La città di Taormina sta vivendo giornate frenetiche. Il sacro si mischia con il profano. La processione di Sant’Antonio si è incrociata con il Taormina Film Festival, le star del cinema si aggirano per qualche Palazzo storico e le pubblicità sponsorizzano i propri marchi lungo il corso. Poi ci sono i turisti e i viaggiatori, che iniziano a essere sempre più numerosi. Nonostante questa vita intensa, i commercianti abusivi non passano in secondo piano. In realtà non si tratta soltanto di loro, ma anche di qualche rom che allatta e chiede l’elemosina sul Corso Umberto prima di scappare appena incrocia una volante delle forze dell’ordine. Al di là di questo problema, che sembra ripetersi ogni anno, i commercianti abusivi si moltiplicano come i funghi. Anche se siamo “fuori stagione”, i venditori ambulanti popolano la Perla dello Jonio e in particolar modo il centro storico. Piazza IX Aprile è l’esempio lampante. Se fino a qualche settimana fa ci si scandalizzava per la pista di pattinaggio, non si leva nessuna protesta nei confronti di venditori di palloncini e “cazzarelle” varie.

Usi e costumi meridionali – Tra Spongebob che balla sotto la Torre dell’Orologio a i soliti venditori di occhiali e borse i quali, a ogni volante, si contattano a vicenda e si nascondono nei vicoli per tornare allo stesso posto appena è passato il “pericolo”. Ma non finisce qua, perché durante la fine delle loro giornate alcuni di loro tornano tra le viuzze taorminesi e spesso nascondo tra i cespugli la merce da vendere. Come fanno a essere così organizzati? Hanno per caso qualche appoggio in città, qualcuno che gli fornisce una base logistica? Nonostante le dominazioni passate, Taormina non è una città orientale e queste tradizioni non possono appartenere alla Diva mediterranea. Venditori di cianfrusaglie e di cibo da strada, andando avanti di questo passo, si sentiranno in diritto di reclamare quel posto e chissà, tra qualche anno, pretenderanno di montare qualche struttura perenne. È un’abitudine tutta italiana, soprattutto meridionale. Anche a Messina c’è questa tendenza. Nella zona sud, per esempio, chiunque può mettersi lungo il marciapiede e vendere qualcosa: piante, vasi, lampade, panini, frutta, pesce.

I problemi pratici ed estetici creati dai venditori abusivi – Il problema, oltre a un dubbio gusto estetico, è il difficile passaggio di mezzi e pedoni (soprattutto se disabili). E gli stessi imprevisti possono crearsi a Taormina, dove in particolar modo in questi giorni di grande ressa sul Corso Umberto, i venditori abusivi diventano un ostacolo al transito dei cittadini e dei turisti. In tutta la vicenda, inoltre, si dovrebbe parlare del concetto di bellezza che non può valere solo quando si tira in ballo l’Isola Bella. Cosa c’entra la bellezza con i palloncini e i giochetti situati in piazza IX Aprile? Se si deve recuperare il concetto di agorà, per quale motivo non si impedisce la presenza dei venditori ambulanti in alcune zone della città? A Palermo l’hanno fatto. Il capoluogo siciliano, seppur con evidenti problemi, è riuscito a emanare, tramite un’ordinanza sindacale, il divieto del commercio ambulante in tutta l’area perimetrale che va da piazza Croci a piazza Vigliena, passando per via Libertà (comprese le corsie laterali), le piazze Castelnuovo e Ruggero Settimo, le vie Ruggero Settimo, Wagner e via Cavour, piazzale Ungheria, via Meccio, piazza Verdi e via Maqueda (fino ai Quattro Canti).

Il centro storico di Taormina è un bene comune – Sono interessate dal provvedimento, inoltre, piazza san Domenico, piazza Bologni, il piano della cattedrale, villa Bonanno, piazza Croce dei Vespri e le piazze Pretoria e Bellini. L’obiettivo è migliorare il contesto urbano della città, riqualificare alcune vie e piazze di valore storico e culturale e coltivare il giusto equilibrio estetico. Contrastare i venditori ambulanti è diventata una prerogativa a Palermo e (perché no?) potrebbe diventarlo anche a Taormina. Nella città guidata dal sindaco Leoluca Orlando, però, prima di emanare questa ordinanza si è pensato di concedere alcuni spazi ben precisi agli ambulanti in modo da rispettare il loro lavoro e contraddistinguere altre zone cittadine. Si tratta di provvedimenti in difesa del decoro urbano e della bellezza. E a proposito di estetica, come non citare il decalogo della bellezza che nel 2011 l’associazione per la salvaguardia e la conservazione dell’ambiente e del territorio, “Italia Nostra”, aveva scritto per salvare le città del nostro Paese. Tutto partiva dal concetto che la città è un bene comune e anche il centro storico di Taormina può essere considerato come tale. Un punto di partenza per rammendare il cuore pulsante della Perla dello Jonio.

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