Alcuni carretti storici alla mostra nell’ex Chiesa del Carmine – “Muscà”, Museum of sicilian cart, si aprirà il 14 giugno presso l’ex Chiesa del Carmine. Durante il vernissage di domenica l’ingresso sarà gratuito e in seguito, fino alla conclusione della mostra che è stata fissata per il 12 luglio, si pagherà un biglietto d’ingresso di 5 euro. La mostra sarà aperta tutti i giorni, dalle ore 10 alle 22, e tra i carretti siciliani più importanti c’è quello commissionato dal comune di Taormina, situato in fondo alla sala dell’ex chiesa del Carmine, il quale nel 1933 era stato donato a Benito Mussolini e in seguito alla disfatta del fascismo tornò in città. È stato realizzato da alcuni dei mastri più importanti del carretto siciliano, come Orazio Nicosia, Giovanni Mascali, Ignazio Russo e i fratelli Santapaola. Altro carretto siciliano molto importante è quello di Antonino Liotta. Molto bravo nel disegno, il carretto è stato creato negli anni ‘50. La cassa di fuso e la chiave sono state scolpite da Ignazio Russo. C’è anche un carretto della tradizione palermitana dipinto negli anni ‘50 da Giuseppe Manfrè e un carretto dipinto da Nerina Chiarenza, la massima esponente femminile del carretto siciliano.

Il maestro Domenico Di Mauro e la collezione – Il resto della collezione è stato realizzato dal maestro Domenico Di Mauro, 102 anni. Si tratta dell’ultimo pittore storico della tradizione del carretto siciliano. Il 23 aprile il vicesindaco e assessore al Turismo, Ivan Gioia, aveva detto che sarebbe stato un evento a costo zero per le casse comunali: «Mi preme sottolineare che la manifestazione del Carretto siciliano sarà fatta a costo zero». Nel contesto dell’ex Chiesa del Carmine verrà esposta una delle tradizioni più sentite dai siciliani. La prima testimonianza del carretto, infatti, la si deve al barone francese Gonzalve De Nervo, che nel 1833 si dirigeva con due connazionali da Termini Imerese a Palermo. Nel corso dei secoli sono stati diversi i grandi autori che hanno citato il carretto siciliano. Da Goethe a Guy de Maupassant, la lista è lunga. Interessanti sono gli stili e con il trascorrere del tempo hanno preso piede lo stile catanese e quello palermitano. Lo stile catanese presenta sponde rettangolari, una pittura di fondo di colore rosso e una scultura influenzata dal movimento Barocco come le decorazioni in ferro. La pittura nel carretto aveva, in origine, lo scopo di proteggere sia il legno dagli agenti atmosferici, che il carrettiere il quale sceglieva di dipingere sui pannelli del carro il suo santo protettore affinché allontanasse gli imprevisti, come un possibile attacco da parte dei briganti. In seguito le scene rappresentate furono le più varie, ma le più ricorrenti sono quelle che si rifanno all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

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