Il lungomare al centro dell’ultima campagna elettorale – Il lungomare di Giardini Naxos è stato al centro dell’accesa campagna elettorale che si è appena conclusa. Tutti i candidati hanno proposto di ri-metterlo in sesto e toccherà a Nello Lo Turco, vincitore delle elezioni seppur per soli tre voti, mantenere la promessa. Sarà per questo motivo che la riconfermata, nonché più votata tra i consiglieri comunali Sandra Sanfilippo, assessore dell’amministrazione comunale, ha voluto posizionare dei posacenere di terracotta lungo il marciapiede che costeggia la costa di Giardini Naxos. Un gesto per incentivare cittadini e turisti a non sporcare a terra con le cicche. Un modo per rispettare la zona e l’ambiente. Da qui a qualche giorno, inoltre, altri 35 posacenere verranno collocati nel tratto del lungomare. «Il tema del decoro urbano va di pari passo con il senso civico che deve guidare la città», hanno detto dal comune. Già, peccato che queste parole non sono state recepite da chi ha pensato di distruggere alcuni posacenere. Un ennesimo atto di mancanza di rispetto verso la città e il concetto di bene comune. Già, un altro argomento tirato in ballo con insistenza durante la campagna elettorale.

Servirebbe un capillare sistema di videosorveglianza? – Qualcuno parla già della necessità di porre un sistema di videosorveglianza in alcuni punti di Giardini Naxos, in questo caso sul lungomare, ma servirebbe davvero trasformare la cittadina in provincia di Messina in un piccolo sceneggiato del “Grande fratello”?. In effetti questa non può essere una soluzione per tutte le zone di Giardini Naxos che sono soggette ad atti di vandalismo. Si, perché, come si può notare nella villa comunale di Taormina, i luoghi che vengono presi di mira da persone senza rispetto per la città e l’altro, inteso come concittadino, sono molti e difficili da controllare. Dunque, che fare? L’educazione civica sarebbe il concetto da recuperare tanto nelle scuole quanto nella quotidianità. Un problema, quello della mancanza del bene comune, che accomuna anche la città di Messina dove sul lungomare di Santa Margherita qualcuno si è divertito, nel corso degli ultimi anni, a staccare anche i pomelli delle recinzioni. Cosa se ne faranno rimare un mistero. Ma per quale motivo non si riesce a far proprio un argomento che è esploso in tutta la sua attualità negli ultimi decenni?

“Esplorare” il concetto di bene comune – È come se le nostre città, soprattutto quelle meridionali, non ci appartenessero. Il cittadino vive separato dal proprio contesto, tende a chiudersi nel proprio orticello in un individualismo sfrenato. A questo, inoltre, va ad aggiungersi la mancanza di senso di responsabilità verso i concittadini e le generazioni future. E come se non bastasse c’è la paura, per una serie di motivi che si intrecciano con questioni economiche ed esistenziali, di guardare al futuro. Meglio vivere in maniera frenetica il presente dopo essersi sganciati dal passato. Di fronte a una situazione così apocalittica il risultato non può che essere anche questo: la mancanza di attenzione verso la città che prova a fare qualche passo avanti. Quindi può servire un controllo capillare del territorio solo tramite una videosorveglianza? La risposta potrebbe essere negativa e quindi è meglio continuare a “esplorare” il concetto di bene comune, che nel mondo ha diverse sfumature. Dall’America Latina all’Europa, infatti, il contenuto è differente. Però il senso è lo stesso: prendersi cura del proprio territorio, al di là della filosofia della globalizzazione che in questo caso è meglio non scomodare.

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