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Cambiano i disegni, ma i valori sono gli stessi – Una delle grandi novità della 61esima edizione del Taormina Film Festival è la proiezione, in lingua originale sottotitolata, di “Inside Out”, il nuovo capolavoro della Disney Pixar. L’appuntamento è per il 13 giugno, con una pellicola che intende scovare i meandri della mente umana. Si, la Disney non è cambiata. O almeno non sono stati modificati quei pilastri fondanti eretti da quel genio visionario di Walt Disney. L’avanzare dell’età della tecnica ha modificato i disegni, ma le parole e i messaggi che i film della Disney lanciano seguono una linea ben precisa. Anche in “Inside Out”, infatti, le diverse emozioni che vivono nel centro di controllo della mente di Riley cercano di trovare, tramite il lavoro della simpatica Gioia, una sorta di equilibrio. È come se si cercasse la regola filosofica del giusto mezzo. La Disney, per l’ennesima volta, va oltre i semplici personaggi animati e offre al pubblico, a prescindere dall’età, l’opportunità di vedere insieme il film. Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto, Rabbia. Tutto deve trovare il proprio spazio all’interno di un ordine umano delicato e ben preciso.

Come è contemporaneo “zio Walt” – Questo film che verrà proiettato in esclusiva a Taormina, offre la possibilità di parlare di Walt Disney. Il prossimo anno saranno trascorsi cinquanta anni dalla morte di “zio Walt”. Mezzo secolo senza una dei personaggi che rappresentano il vero sogno americano. Quando ancora non si conosceva il concetto di start up, Walt Disney metteva in piedi i propri sogni e lo ha fatto in un momento particolare della storia degli Stati Uniti. Erano gli anni ‘20 del Novecento e mentre nel mondo si diffondevano dittature e morte, il produttore cinematografico di Chicago rendeva pratiche le sue idee. Se non ci fosse stata una parolina magica, che non era uscita dalla bacchetta di Trilly, ovvero la “meritocrazia”, Disney avrebbe avuto difficoltà a emergere. Invece ce l’ha fatta e ha creato un impero che dopo quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa continua a rappresentare un punto di riferimento per il cinema d’animazione e non solo. La Disney resiste, si adatta ai repentini cambiamenti del mondo contemporaneo e riesce a produrre film che hanno un grande successo nelle sale internazionali.

Il sacrificio per raggiungere i propri obiettivi, la fantasia per migliorare il proprio Paese – Se Walt Disney non avesse avuto quella capacità di guardare oltre la linea dell’orizzonte, oggi tutto questo non sarebbe possibile. Come negli anni ‘20, anche oggi il mondo si trova in un momento di passaggio dove un nuovo inizio può essere tracciato soltanto da donne e uomini in grado di immaginare qualcosa di diverso, in grado di interpretare i cambiamenti sociali. Si, Walt Disney, a distanza di anni, rimane un punto di riferimento per chi vuole rimboccarsi le maniche e lavorare. Una passione illimitata per quello che faceva e la voglia di sorprendere chi era diffidente nei suoi confronti. Dietro il sorriso dello “zio Walt” c’era una grande caparbietà e una voglia di rompere gli schemi che fino a quel momento erano dei capisaldi indiscutibili. Walt Disney aveva immaginato un mondo diverso e lo aveva rappresentato nei suoi film. Lo aveva pensato quando, per vivere, aveva fatto i lavori più semplici come quello di venditore di giornali. Il sacrificio per raggiungere i propri obiettivi, la fantasia per migliorare il proprio Paese.

Prendere esempio dal caro “zio Walt” – Walt Disney è un esempio per le generazioni più giovani, quelle che vogliono ripartire dopo la violenta crisi economica. Ma è anche un punto di riferimento per quelle città, come Taormina, che hanno smarrito la propria essenza. Più volte abbiamo detto che la Perla dello Jonio è stata ridotta a un grande centro commerciale. Il Teatro greco usato come un bancomat dalla regione, le spiagge occupate e tentativi di piazzare pedane galleggianti nella Riserva Naturale Orientata “Isola Bella”. Per non parlare di piazza IX Aprile, dove i venditori di palloncini e altre cazzarelle cozzano con l’immagine di Taormina nell’ultimo secolo. È una questione politica? In realtà è un problema sociale, culturale. La politica può emanare delle leggi ad hoc, ma in Italia è sin troppo facile aggirarle. Quindi bisognerebbe andare alla radice del problema e recuperare ciò che questa città ha smarrito: il suo spirito. L’arrivo, tramite il Taormina Film Festival, di un film targato Disney è una buona opportunità per riflettere sull’incarnazione del sogno americano che si identifica in Walt Disney, il quale con sacrificio e saldi valori ha messo in piedi un mondo immaginario che per tutti noi, in alcuni momenti della vita, ha fatto parte della nostra quotidianità. L’importante è che questo film non scivoli su Taormina. Panta rei, ma fino a un certo punto. Questa volta c’è l’opportunità di prendere esempio dal caro “zio Walt”.

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