Lino Leanza - blogTAORMINA ©2015

30Quel pomeriggio a Giardini Naxos – Questa volta non ce l’ha fatta. Lino Leanza se ne è andato provocando sconforto e dolore tra familiari e amici. Un politico che in Sicilia tutti, o quasi, conoscevano molto bene. Era il 29 novembre del 2014, quando presso l’Hotel Hilton di Giardini Naxos il politico di Maletto stava per avviare un nuovo progetto politico. Leanza era fatto così. Si entusiasmava per la politica, il dialogo, il confronto. In quel pomeriggio nuvoloso e piovoso, Lino Leanza era radioso, felice come un bambino. Stava creando una nuova formazione politica, “Sicilia Democratica”. Sul suo volto si leggeva la soddisfazione per il momento, ma anche la tensione e la responsabilità di fronte ai suoi elettori e agli amici che l’hanno sempre sostenuto. La sala era gremita e circondata da citazioni di grandi personaggi che hanno reso indimenticabile il Novecento. Anche in quei cartelloni c’era una parte di Lino Leanza, dei suoi valori e della sua passione per la politica. Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Pino Puglisi, Madre Teresa di Calcutta, il filosofo tedesco Hegel, il presidente americano Lincoln, Haley.

Dalla Dc all’Mpa – Leanza e la sua nuova formazione politica volevano sintetizzare con quei volti e con quelle parole il loro campo d’azione. Leanza parlava di lavoro per i giovani, sviluppo per la Sicilia e dei rapporti politici con il Partito Democratico. Si poteva essere d’accordo o meno con Lino Leanza, ma non si poteva non riconoscere in lui un grande amore per quello che faceva, ovvero la politica. Nato il 27 marzo del 1957, da giovane si iscrive alla Democrazia Cristiana e dopo le tribolazioni politiche nazionali aderisce al Ccd. Nel 2001 il collegio di Catania lo elegge deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, ma i cambiamenti politici non si fermano. E così il Ccd si scioglie e diventa Udc. Lino Leanza crede nel progetto e confluisce nella formazione politica di Pierferdinando Casini, ma in seguito decide di seguire Raffaele Lombardo nell’Mpa. Era il 2005. La svolta nella sua carriera politica avviene nel 2006, quando è eletto deputato alla Camera con la lista Patto per le Autonomie composta da Mpa e Lega Nord. In seguito si dimette per tornare a essere deputato regionale e ricopre la carica di assessore regionale ai Beni culturali nella seconda giunta del governatore Cuffaro.

Gli incarichi regionali e l’approdo nel centrosinistra – Poco dopo ottiene la carica di vicepresidente della regione Sicilia e quando Cuffaro si dimette assume le funzioni di presidente fino all’insediamento del governatore Raffaele Lombardo. Lino Leanza è ormai un politico ben radicato nel tessuto siciliano e viene rieletto nel 2008 all’Ars. Diventa capogruppo dell’Mpa e segretario regionale del partito. Nella seconda giunta Lombardo fa l’assessore ai Beni culturali e nella terza giunta Lombardo è assessore al Lavoro, Politiche sociali e Famiglia. Purtroppo per lui non arriva un nuovo assessorato nella quarta giunta Lombardo e nei mesi successivi decide di tornare nell’Udc. È qui che avviene la sua svolta politica. Quando Enzo Bianco si candida a sindaco di Catania, Leanza crea una lista, “Articolo 4”, in sostegno dell’attuale primo cittadino e si avvicina sempre di più al centrosinistra e al presidente Rosario Crocetta. Negli ultimi mesi, a causa di vicende politiche legate a un rimpasto della giunta Crocetta, fonda “Sicilia Democratica” accostandosi in maniera evidente all’ala moderata e liberale del Partito Democratico. Un lungo percorso che ha accompagnato la storia recente della politica siciliana. Un cammino interrotto, purtroppo, da un malore e da un’emorragia celebrale che hanno spento la passione di Lino Leanza per questa terra.

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