Eligio Giardina
Eligio Giardina, Consiglio comunale del 28 Maggio 2015 - blogTAORMINA ©2015

Eligio Giardina: «Taormina vuole essere un attore della Fondazione» – Taormina Arte, come preannunciato dall’ordine del giorno urgente, ha animato il dibattito del Consiglio comunale che giovedì prossimo dovrà trovare un’intesa sull’immobile da concedere alla futura Fondazione. Il sindaco, Eligio Giardina, ha ribadito che «il Comitato è ormai al capolinea e bisogna ricordare che nel corso degli anni ha tenuto in alto l’attività culturale svoltasi in città. Per questo motivo vanno salvaguardate le specificità e le presenze che sono riuscite a tenere bene in vista il nome di Taormina nel mondo. Spero che non ci sia un’interruzione tra il prima e il dopo». Una volta esposte queste premesse, il primo cittadino, come dichiarato in diverse occasioni, ha ricordato che «Taormina vuole essere un attore della Fondazione, perché non ci stiamo a mettere del denaro e non essere presenti nella ristrutturazione». Su questo punto il sindaco si augura di trovare il consenso dell’Aula di Palazzo dei Giurati, mentre nel secondo step della road map tracciata ed esposta gli enti che faranno parte della Fondazione dovranno conferire degli immobili a Taormina Arte.

Alessandra Caltabiano: «Il futuro passa dalla capacità di Taormina Arte di autofinanziarsi e trovare investitori privati» – Ed è qui, ha sottolineato Giardina, che si gioca il futuro di Taormina Arte, perché «dall’entità del conferimento dell’immobile scaturirà il potere contrattuale di ogni ente che farà parte della Fondazione». Quindi il sindaco ha invitato il Consiglio comunale a conferire «un immobile importante in modo che nello Statuto potremmo dire la nostra» e a tal proposto ha avanzato l’ipotesi del Palazzo dell’ex Pretura. Alessandra Caltabiano, consigliere comunale delle opposizioni, ha invitato ad analizzare, in primis, le condizioni economico-finanziarie di Taormina Arte. «Creare una Fondazione è condizione necessaria, ma non sufficiente. L’attuale crisi è dovuta alla mancanza di progettualità che Taormina Arte ha subito negli ultimi anni. Che fine ha fatto il Festival di Sinopoli? Ci si è ridotti a un impalpabile Film Festival con nessuna risonanza a livello nazionale. Tutto ciò ha dato pretesto alla regione Sicilia di ridurre sempre più i contributi. Pertanto chi pensa che cambiando veste giuridica si risolvano i problemi, si sbaglia di grosso. Si sta illudendo la città e i lavoratori. Il futuro, ha dichiarato la Caltabiano, passa dalla capacità di Taormina Arte di autofinanziarsi e raccogliere investimenti privati. Un serio progetto si dovrebbe basare su una serie di iniziative: un’analisi economico-finanziaria; evitare la messa in liquidazione del Comitato; redazione di uno Statuto istitutivo della Fondazione che partendo dal ruolo di soci fondatori del comune di Taormina e della regione Sicilia dia spazio alle altre istituzioni pubbliche; approvare un business plan a valenza triennale; predisporre un progetto culturale; puntare sul fundraising tramite la valorizzazione e il coinvolgimento di soci privati; definire i contenitori (immobili) della Fondazione».

Piero Benigni: «Vedo una simbiosi tra la Badia Vecchia e l’ex Pretura» – L’intervento di Piero Benigni, esponente del Pd Taormina, si è basato sulla vicenda che nella mattinata del 28 maggio ha visto coinvolti quattro consiglieri comunali che dovevano recarsi all’ex Pretura per rendersi conto della situazione dei lavori in vista di un eventuale conferimento alla futura Fondazione. «L’assessore Carella ci aveva autorizzato in questo passaggio e nella mattinata del 28 maggio ci siamo recati all’edificio. I quattro consiglieri Caltabiano, Tona, Benigni e Brocato si sono recati in loco ma per ben 40 minuti non è arrivato nessuno. Poi è arrivata la notizia che c’era l’impossibilità di vistare i locali perché non c’era lo stato di sicurezza. Per quale motivo non è stato detto prima? L’assessore Carella doveva comunicare agli uffici preposti l’impegno che aveva presto con i consiglieri comunali». In seguito Benigni si è soffermato sul bene immobile da concedere a Taormina Arte e ha detto che «dovrebbe essere individuato in una struttura in grado di far guadagnare denaro, come la Badia Vecchia. Vedo una simbiosi tra la Badia e l’ex Pretura, dove si potrebbe realizzare un museo del cinema. Anche la Scuola Convitto Albergo potrebbe entrare in un discorso del genere. Il Palazzo dei Congressi, invece, deve avere fini congressuali. Se Taormina Arte ha necessità della struttura, nessuno vieta un accordo con la Fondazione per determinati periodi». Infine, sugli elementi cardine che andranno a costituire la Fondazione, Benigni ne ha citati due più importanti degli altri: «La città di Taormina e la regione Sicilia».

Eugenio Raneri: «Tra i soggetti fondatori non potrà esserci l’ex provincia di Messina» – E a proposito dei soggetti fondatori che dovranno costituire la Fondazione, il consigliere d’opposizione Eugenio Raneri ha sostenuto che «non può mancare il ministero dei Beni culturali, la regione Sicilia, il comune di Taormina e non deve esserci il Libero Consorzio, ma può starci il comune di Messina». Il rappresentate consiliare di “Insieme si può” ha detto di condividere «la proposta del sindaco sul conferimento del patrimonio, ma bisogna precisare alcune cose». Il timore dell’ex presidente del Consiglio comunale è che la provincia di Messina e la regione possano fare la “voce grossa” e avere un peso maggiore di Taormina nello Statuto. «I commissari vanno e vengono. Noi dobbiamo pensare all’interesse generale di Taormina. Per questo motivo il Palazzo dell’ex Pretura deve essere vincolato allo Statuto e la regione si tolga dalla testa di farci subire lo Statuto». Infine Pinuccio Composto, altro esponente di “Insieme si può”, ha detto di non fidarsi della regione Sicilia, a causa dei «vari i rapporti che la città ha avuto con la regione».

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