Un fotografo di moda internazionale – Una mostra di 50 opere fotografiche organizzata e prodotta con il patrocinio del comune di Taormina, di Taormina Arte e del Taormina Film Festival, giunto quest’anno alla sua 61a edizione. Considerato uno dei migliori fotografi di moda internazionali, con un gusto estetico sublime, le sue fotografie sono in mostra, tra l’altro, al Victoria and Albert Museum di Londra, al Kunstforum di Vienna e alla National Portrait Gallery di Londra. La selezione delle immagini è principalmente consacrata alla moda e ai suoi protagonisti e il percorso espositivo abbraccia oltre quaranta anni di fotografia nei quali la teatralità dei suoi set ha fatto di Barbieri uno degli interpreti prediletti del Made in Italy, da Valentino ad Armani, da Missoni a Versace, da Ferré a Dolce&Gabbana.

Differenti sfumature della fotografia di moda – Il suo lavoro anche per le edizioni francesi, americane e tedesche di Vogue lo fece collaborare con stilisti internazionali come Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood. L’esposizione ripercorre le differenti sfumature della fotografia di moda, dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza. Fotografie per riviste di moda, ritratti in studio, scatti eseguiti durante pause sul set restituiscono un affresco variopinto del mondo della moda e la sua dimensione sospesa tra realtà e immaginario. Tra le dive e le modelle messe in posa Audrey Hepburn, Jerry Hall, Monica Bellucci, Vivienne Westwood, Veruschka, Ann Andersen, Anjelica Huston. Una sezione della mostra è poi dedicata alle immagini scattate nei paradisi tropicali di Tahiti, Madagascar e Seychelles, luoghi e realtà lontane, dove Barbieri è riuscito con il suo gusto impeccabile a coniugare la spontaneità delle persone alla meraviglia dei paesaggi.

Chi è Gian Paolo Barbieri? – Gian Paolo Barbieri nasce in via Mazzini, nel centro di Milano nel 1938, in una famiglia di grossisti di tessuti. Proprio nel grande magazzino di tessuti di suo padre acquisisce delle competenze che gli saranno utili nel suo fare fotografia di moda. Come per altri grandi, Armani per esempio, è il teatro ad esercitare un potente fascino sulla fantasia, tanto da farlo iscrivere alla scuola di recitazione del Teatro Filodrammatici, tra il 1956 e il 1957. In seguito gli viene affidata una piccola parte non parlata in ”Medea” di  Luchino Visconti con Sarah Ferrati e Memo Benassi.  Il cinema americano degli anni ’50 costituisce una base importante per lui: i drammi di Tennessee Williams o attori come James Dean, Marlon Brando o ancora Lana Turner e Ava Gardner, donne bellissime illuminate da una luce tutta particolare che le rendeva ancora più affascinanti.  Il cinema gli da il senso del movimento e l’occasione di portare la moda italiana in esterno, dandole un’anima diversa. Ha l’occasione di andare a Roma, in puro clima “dolce vita”, dove per mantenersi fotografa le starlette emergenti, ma non per molto. Si trasferisce a Parigi dove incontra il fotografo di “Harper’s Bazaar” Tom Kublin a cui fa da assistente per un periodo breve ma intenso. Nel 1964 apre uno studio a Milano e comincia a lavorare nella moda, facendo campionari. Riesce a farsi pubblicare dei servizi fotografici, su “Novità”, la rivista che in seguito, nel 1966 diventerà “Vogue Italia”. Da questo momento comincia a collaborare con la Condé Nast, pubblicando anche su “Vogue Paris” dal 1973.  Nel 1968 vince il Premio Biancamano come migliore fotografo italiano e il settimanale “Stern” lo inserisce tra i quattordici migliori fotografi di moda nel panorama internazionale. Realizza campagne pubblicitarie per marchi importanti come: Elizabeth Arden, Chanel, Dolce & Gabbana, Mikimoto e tanti altri, in cui riesce a trasformare ci  che ritrae in immagini ideali, con richiami continui al cinema anni Trenta e Quaranta. Fondamentale tappa del suo iter è l’esperienza con Vogue Italia e con i più grandi stilisti  come Valentino, Versace, Ferré, Armani di cui ha interpretato le creazioni negli anni ’80, in cui il prêt-à-porter italiano e il Made in Italy conquistano il mondo.

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