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Dal Palazzo dell’ex Pretura al Palazzo dei Congressi – La road map per la trasformazione del Comitato Taormina Arte in Fondazione è già stata stilata. Un punto fondamentale, cruciale, per la rinascita dell’ente sarà l’individuazione del patrimonio. Si tratta del primo punto tra le diverse fasi che dovranno portare alla costituzione della Fondazione. Seguendo questa scaletta, la prima Commissione consiliare, presieduta dal consigliere di “Taormina Futura” Salvo Brocato, che si occupa anche di Patrimonio, si è riunita in mattinata per trovare un’intesa sui beni immobiliari da concedere a Taormina Arte. I membri della Commissione, tra cui Antonio D’Aveni, Eugenio Raneri e Graziella Longo, hanno deciso di concedere alla futura Fondazione il Palazzo dell’ex Pretura con l’esclusione delle botteghe. In più verrà concesso il Palazzo dei Congressi per il periodo in cui si svolgerà il Taormina Film Festival. È chiaro che non si tratterà di una concessione in “carta bianca”, ma un conferimento del genere dovrebbe avere delle conseguenze sullo Statuto. Nella stesura di tale documento, infatti, il comune di Taormina non potrà svolgere un ruolo da comparsa ma vorrà essere protagonista in casa propria.

Coinvolgere tra i soci fondatori anche il ministero per i Beni e le Attività culturali – Questo è un punto sul quale la prima Commissione non sembra voler cedere, mentre è emersa la necessità di coinvolgere tra i soci fondatori anche il ministero per i Beni e le Attività culturali. Intanto, in attesa che questa proposta passi dal Consiglio comunale, il Palazzo della Pretura potrebbe essere una soluzione “centrale” per la Fondazione Taormina Arte. Si, perché l’edificio si trova al numero civico 61 del Corso Umberto. È composto, al primo piano, da due grandi saloni più servizi e accessori prospicienti la strada principale. È chiaro che si trova in una zona a basso traffico veicolare in quanto isola pedonale e ad alta concentrazione di attività commerciali e turistico ricettive. Lo stesso Palazzo è soggetto a vincolo paesistico ambientale e al momento, a causa dell’antichità dell’immobile, è oggetto di ristrutturazione edilizia e manutenzione straordinaria. Il tutto finanziato con fondi del Programma Operativo Fesr 2007-2013 (museo diffuso) per un importo di circa 600.000,00 euro.

La storia del Palazzo – Era il 21 gennaio 2008 quando, con delibera comunale, il Consiglio comunale voleva destinare questa sede alla nascita della futura Fondazione. Una volontà, però, che venne ostacolata dalla regione. Adesso, a quanto pare, in questo momento di passaggio i tempi potrebbero essere maturi per l’assegnazione. Si tratta di uno dei palazzi storici della città di Taormina. Risale alla fine del XVIII inizi del XIX secolo, presenta un basamento in blocchi squadrati e cantonali realizzati in conci di calcare di diverso colore, alternati e forse provenienti dallo spoglio di strutture antiche. Il Palazzo confina ai lati con la salita Santippo, fino a via Don Giovanni Bosco, dove si trova un ambiente di epoca romana con mosaici pavimentali, visibili al pubblico. A ridosso di tali ambienti si sviluppa un grandioso serbatoio dell’antico acquedotto Greco – Romano, che si estende tra via Circonvallazione, via Don Giovanni Bosco e per altri 26 metri verso l’Hotel Vittoria, venuto alla luce nel marzo 1985 durante i lavori della rete fognante e della metanizzazione. Inoltre confina con la salita Lucio Denti, nobile taorminese, presidente del Sacro Concistoro e del Tribunale della Regia Gran Corte di Palermo del secolo XVII.

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