Taormina candidata patrimonio Unesco
Taormina candidata patrimonio Unesco - blogTAORMINA ©2015

I partecipanti all’evento – “Taormina-Naxos-Valli d’Alcantara e D’Agrò” nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Con l’obiettivo di realizzare questo sogno, nel pomeriggio di ieri, presso la sede dell’Archivio storico, si è tenuto un incontro che ha visto la partecipazione del professore Domenico Nicoletti, ordinario presso l’Università di Salerno – cattedra di Gestione e Salvaguardia delle Aree protette e segretario dell’Osservatorio europeo del paesaggio, che è anche l’esperto del sindaco per la candidatura e della dottoressa Cettina Rizzo, delegata del club per l’Unesco di Taormina per l’arte, la cultura e il turismo. All’incontro, per l’amministrazione comunale, era presente l’assessore al Bilancio Antonio Lo Monaco. Tra i partecipanti c’era anche l’ex assessore regionale ai Beni culturali Mariarita Sgarlata, che al tempo aveva avviato l’iter per la candidatura, e il dottor Salvo Brocato, vice presidente vicario del Club per l’Unesco di Taormina e consigliere comunale e presidente della prima Commissione consiliare.

L’importanza del territorio – Il professor Nicoletti ha ricordato che, ormai, sono due anni e mezzo che si sta portando avanti una sfida così ambiziosa: «Si tratta di uno dei tanti incontri, perché sono due anni e mezzo che stiamo portando avanti una sfida molto importante per questa splendida città e per il suo contesto territoriale. Taormina è una Perla del Mediterraneo, ma purtroppo per tanti motivi questa città non è stata riconosciuta nella lista del Patrimonio Mondiale. Si tratta di un lavoro complesso e l’idea di fondo è avviare un processo di partecipazione soprattutto tra le forze più attive nel mondo della cultura, della bellezza, dell’arte e tra tutti i cittadini, insieme all’intero contesto territoriale. Dobbiamo attivare e rinnovare nella contemporaneità i valori di Taormina e del luogo». Il docente dell’Università di Salerno ha insistito sulla parola territorio, perché, oltre la Perla dello Jonio, sono coinvolti i comuni di Antillo, Calatabiano, Casalvecchio, Castelmola, Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Forza D’Agrò, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Limina, Malvagna, Mojo Alcantara, Mongiuffi Melia, Motta Camastra, Randazzo, Roccafiorita, Roccella Valdemone, S. Alessio Siculo, S. Teresa di Riva e Savoca.

Domenico Nicoletti: «E’ un lavoro difficile che richiederà ancora qualche anno» – «C’è stato un periodo in cui il Consiglio nazionale dell’Unesco era in rinnovo, ha raccontato il professore Nicoletti, per cui non abbiamo potuto consegnare i documenti di riferimento. Siamo al primo step ufficiale e l’Unesco ci ha chiesto gli approfondimenti. Questa è la fase più delicata, quella di approfondimento scientifico, culturale. È un momento in cui tutti vanno coinvolti ed è un lavoro difficile che richiederà ancora qualche anno. Per questo abbiamo fatto l’incontro: sia per ringraziare il Comitato promotore, sia per avviare forme di partecipazione più allargata, come al mondo della comunicazione e non solo». Ma se la richiesta che coinvolge anche Taormina dovesse andare a buon fine, cosa cambierebbe per la città? Nicoletti non ha dubbi: «Unesco è un grande brand mondiale e i cinesi lo sanno bene e infatti corrono dietro il marchio. Però, almeno in questo, l’Italia batte la Cina sui siti Unesco e sulla bellezza. Quindi, senza ombra di dubbio, il brand Unesco aiuterebbe a orientare una nuova politica per il territorio e la bellezza. In Sicilia, che ha cinque siti Unesco, è molto importante e potrebbe essere una grande occasione di rilancio».

Mariarita Sgarlata: «Siamo tutti sub judice»L’assessore al Bilancio di Taormina, Antonio Lo Monaco, ha voluto ribadire il sostegno dell’amministrazione comunale: «Crediamo in questo progetto ambizioso e daremo il sostegno con risorse umane e possibilmente economiche per portare avanti la candidatura». Mentre l’ex assessore regionale ai Beni culturali Mariarita Sgarlata, ha sintetizzato le fasi che hanno portato a compiere diversi passi avanti e ha ricordato che al momento “siamo tutti sub judice”: «Tutto è iniziato quasi due anni fa, eravamo nell’autunno del 2013, e da parte mia c’è stato l’entusiasmo e la volontà di avviare, quando ero assessore regionale ai Beni culturali, questo iter per la candidatura. Il protocollo venne firmato da tutti i soggetti e ha visto da subito partire un progetto che spero porti i suoi frutti. Ci sono ancora alcune incognite e c’è un controllo che l’Unesco fa sulle candidature e su come vengono gestiti i siti Unesco della Sicilia. Siamo tutti sub judice. Questo, però, non deve smorzare gli entusiasmi, anzi credo possa portare a un maggior senso di responsabilità del nostro patrimonio culturale. La prossima programmazione europea e le linee strategiche dell’assessorato guidato da Antonino Purpura mirano a un potenziamento dei siti Unesco. La prossima programmazione sarà tarata sui siti Unesco e tra vecchie e nuove candidature ognuno dovrà fare la propria parte con la consapevolezza che siamo osservati».

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