Lontana dalla Sicilia – “Quel ramo del lago di…Taormina”. No, la pista di pattinaggio non si è trasformata in un lago stagionale. Ma, parafrasando Alessandro Manzoni, si potrebbe chiedere alla Lombardia, al Veneto e al Trentino Alto Adige, e per essere precisi a quell’area geografica in cui si trova il lago di Garda, di adottare la città di Taormina. La Perla dello Jonio fuori dalla Sicilia, lontana dal suo contesto naturale e quindi così innaturale. Già, soprattutto dopo le ultime settimane in cui è accaduta qualsiasi disgrazia. Tutto ha avuto inizio con la presentazione della mostra di Casimiro Piccolo e Carin Grudda al Teatro greco. Un evento al quale ha partecipato, tra i vari esponenti politici e del mondo della cultura, anche l’assessore regionale al Turismo Cleo Li Calzi che fu protagonista di un battibecco con il sindaco Eligio Giardina sulla funzione del sito archeologico. L’isola da spesso il cattivo esempio e la classe politica, insieme alla classe dirigente, sono in prima fila quando si tratta di fare “male figure” e mostrare i propri limiti. In un contesto del genere meglio ridere, usare l’ironia come unica arma di difesa e di attacco. Andrea Camilleri aveva ragione e se ne era accorto qualche decennio fa.

AAA cercasi regione del nord avanzata che adotti Taormina – Di fronte a quelle affermazioni della Li Calzi e dopo essersi resi conto della mostra di Piccolo e Grudda allestita da “Il Cigno GG Edizioni” di Lorenzo Zichichi e della spiacevole vicenda che ha coinvolto la guida turistica Giancarlo Esposito, è inutile “amminchiarsi” su queste cose e farsi il sangue amaro. Quindi, con altrettanta superficialità con cui sono state fatte determinate affermazioni, si potrebbe chiedere alla zona del Lago di Garda di adottare Taormina, magari vicino alla bella Sirmione. Sarebbero due esclusività l’una accanto all’altra, per la gioia dei tanti turisti tedeschi che popolano la zona. AAA cercasi regione del nord avanzata che adotti Taormina, la Perla dello Jonio ormai trasformata in un centro commerciale regionale all’aria aperta. Una struttura da far impallidire quelle mega costruzioni che fanno perdere intere giornate ai visitatori. Ma un’adozione del genere comporterebbe qualche cambiamento? Nel gioco delle ipotesi si. Magari, come prima conseguenza, Taormina eviterebbe i festeggiamenti per la festa della regione. Una ricorrenza che viene tenuta in considerazione solo dalle mamme che il 15 maggio non devono accompagnare a scuola i figlioletti. Una festa, considerando il contesto regionale, che non ha molto senso.

Dalla Diva Mediterranea a un’attricetta da reality show – Al di là di ciò, quando Taormina verrà adottata dall’area geografica che fa riferimento al Lago di Garda potrebbe evitare di avere a che fare con una regione che tende a considerarla una cassa lussuosa in grado di rimpolpare le disastrate casse palermitane. L’esempio della mostra Piccolo e dei due euro aggiuntivi, del resto, è sotto gli occhi di tutti. E come non parlare del trattamento, con tanto di denuncia per «violenza privata», subito da Giancarlo Esposito a causa della mostra presente in una parte delimitata del Teatro greco? Poi è stata la volta della pista di pattinaggio, ribattezzata vasca, che era stata posizionata in piazza IX aprile e dopo è arrivata la richiesta di posizionare una piattaforma galleggiante destinata a isola relax. Venghino signori, venghino. Nel centro commerciale di Taormina si possono prendere in affitto o acquistare locali a prezzi stracciati. Offertissime prima dell’inizio della stagione estiva. La Diva Mediterranea, almeno per la regione Sicilia, è stata ridimensionata a un’attricetta da reality show.

“Minchia, né?” – In questi giorni alcuni politici del Consiglio comunale di Taormina l’hanno definita «terra di nessuno», ma in realtà è terra della regione Sicilia. Quindi, per cercare di allontanarsi da una presa mortale come quella siciliana, è meglio sbrigare le pratiche burocratiche e avviare un’adozione verso il nord. Sul lago di Garda, del resto, non ci sarebbero problemi di piattaforme o ideone di architetti zelanti, nessuno posizionerebbe una mostra all’interno di un sito archeologico di primaria importanza con un’evidente ingiustizia nel costo del biglietto e solo per “aiutare” la solita Fondazione. La città di Taormina non merita questa Sicilia, forse la peggiore di sempre. Trasporti e mancanza di visioni future fanno da contorno a una realtà inquietante. Invece sul lago di Garda verrebbero risolti tutti i problemi e anche il verde tornerebbe grande protagonista, per non parlare del villaggio “Le Rocce” che non dovrebbe subire project financing e strumentalizzazioni politiche a giorni alterni. Quindi, cara Lombardia, cari Veneto e Trentino Alto Adige, considerando che il lago di Garda bagna tutte e tre le regioni settentrionali, perché non adottate Taormina? Già è pronto un nuovo intercalare: “Minchia, né?”.

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