Come si fa senza cluster Bio-Mediterraneo? – Com’era inevitabile che fosse, la chiusura del cluster Bio-Mediterraneo di Expo ad opera della Sicilia, che doveva guidare gli spazi comuni con dieci nazioni affacciate sul Mare Nostrum, si sta portando dietro molti strascichi polemici e sta causando problemi organizzativi a chi nella partecipazione al cluster aveva investito. La prima domanda che ci si pone è: e adesso che fine fanno i soldi che abbiamo dedicato a Expo? E mentre a Taormina la situazione è in stand-by, Salina, che aveva un evento organizzato proprio per oggi al cluster Bio-Mediterraneo, è corsa in fretta e furia ai ripari. La presentazione del SalinaDocFest 2015 – fa sapere una nota – è spostato al Carlyle Brera Hotel, nel pieno centro di Milano. “Abbiamo deciso – ha dichiarato Giovanna Taviani, regista figlia di Vittorio e fondatrice della rassegna – insieme all’Hotel Signum e al Salina Festival, di portare il nostro evento in un luogo alternativo, a causa della disorganizzazione mostrata dalla Regione Siciliana, proprio nella gestione dello spazio che avrebbe dovuto dare voce e visibilità ad un Mediterraneo martoriato e abbandonato a se stesso”.

La presentazione del SalinaDocFest 2015 – Alle 18.30 di oggi, dunque, nella sontuosa cornice del Carlyle, la Taviani illustrerà le linee guida della prossima edizione del SalinaDocFest, che si svolgerà sull’isola dal 16 al 20 settembre e sarà dedicata al tema “Conflitti e Periferie”. “Proprio in queste ore – ha spiegato la direttrice del festival – Ustica Lines, impegnata in un braccio di ferro con la Regione, ha sospeso i collegamenti tra la terra ferma e le isole minori. Siamo presenti a Milano per sottolineare il nostro impegno in difesa del territorio eoliano, così gravemente penalizzato.” E nell’ambito della presentazione del SalinaDocFest, resa possibile grazie alla collaborazione di Ciessefrigo e Bondani Packing Systems, verrà lanciato anche il “Malvasia Contest 2.0”, un concorso dedicato ai cortometraggi offerto dal Consorzio Malvasia delle Lipari. L’iniziativa è rivolta a tutti i videomaker delle isole minori italiane: “Isolani sì, Isolati no! – Raccontare il Mediterraneo”, questo il titolo del bando. Un appello per la difesa di un territorio di immenso valore e per la tutela dei diritti degli uomini e delle donne che lo abitano, affinché la condizione di insularità possa essere vissuta, nel nostro tempo, come un privilegio e non come una disgrazia. “Il documentario, soprattutto quello narrativo che racconta storie ed emozioni – aveva scritto in passato Giovanna Taviani -, può essere un vero e proprio defibrillatore sociale. E’ una scarica elettrica capace di scuotere la realtà e le coscienze. Il nostro festival vuole essere un’antenna sempre attiva e sempre a caccia di segnali. Prima di tutto quelli che ci manda il Mediterraneo, a cui è dedicata la manifestazione sin dalla prima edizione. Gli arcipelaghi del nostro mare costituiscono un patrimonio paesaggistico e culturale infinito. Carico di storia e di storie. Un mondo tutto da raccontare”.

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