La classe è una comunità di vita, in cui il discente si mette a nudo trasformandosi in una spugna curiosa nei processi d’apprendimento. Il bambino Dsa può essere considerato un indicatore di benessere didattico- emotivo all’interno del gruppo. Aiutare lo scolaro con disturbo d’apprendimento è un dovere dal quale ogni insegnante non può prescindere, è necessario tenere in considerazione i canali sensoriali di accesso alle informazioni e fare in modo che tutti gli strumenti compensativi e dispensativi siano messi in atto. Il clima all’interno della classe dovrà essere sereno, lo studente dovrà poter utilizzare tablet o calcolatrice in modo autonomo e naturale senza dover incorrere in sofferenze. Bisogna favorire l’utilizzo delle mappe concettuali, dei sintetizzatori vocalici, fotocopie, schemi riassuntivi e l’utilizzo di colori per favorire i processi di memoria.

L’insegnante ha una grande responsabilità emotiva, è il direttore di una grande orchestra, dovrà fare in modo di valorizzare il bambino Dsa, lasciandogli lo spazio di esprimersi e di potersi integrare nel gruppo. Spesso i disturbi d’apprendimento sono sinonimo di malesseri fisici e psichici da parte dei bambini e ragazzi, che vivono con forte e continua ansia il processo d’apprendimento, non riescono a gestire le frustrazioni e molte volte le ore scolastiche rappresentano una vera sofferenza. Ecco perché il direttore della grande orchestra dovrà fare in modo che tutto parta dal bambino Dsa, affidandogli anche un ruolo di responsabilità all’interno del nucleo classe e valorizzando le capacità tecnico-pratiche. Anche i piccoli accorgimenti, come grandi cartelloni delle tabelline, linea del tempo o elenco delle città di ogni regione, faranno sentire gli studenti sereni e non faranno sviluppare l’ansia da prestazione. Un accorgimento del quale non bisogna mai dimenticarsi riguarda il carico di studio che dovrà essere commisurato alle ore di impegno mattutino e pomeridiano se si frequenta il tempo prolungato. Non bisogna mai forzare i bambini, che arriveranno ad un’ottima esposizione orale se saranno premiati i loro continui sforzi. È la scuola che deve adattarsi ai propri discenti e non il contrario. La relazione pedagogica che si viene a creare, richiede un coinvolgimento molto intenso, dove i docenti sono silenziosamente invitati dai propri studenti a svestirsi degli abiti danteschi per indossare le vesti degli umili verghiani.

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