Pista di pattinaggio in Piazza IX Aprile - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

L’agorà come protesi del centro commerciale? – L’agorà rimane ancora il centro pulsante di una città? Purtroppo, nell’epoca della tecnica, questi simboli sono stati soppiantati dai centri commerciali che si sono trasformati nei luoghi di incontro per le cittadine e i cittadini. È così nelle grandi metropoli e anche nei piccoli centri, ma Taormina, per la sua particolarità, non sembra essere stata travolta da un simile pensiero. Almeno non lo è stata fino a questa mattina, quando in piazza IX Aprile è comparsa una pista di pattinaggio che ha occupato buona parte del suolo. Nel pensiero dominante, nell’età contemporanea, si tende a pensare alla piazza come a una protesi di un centro commerciale. Quindi quei giochini e quelle bancarelle che animano le faraoniche strutture in cemento armato, vengono “impiantati” anche nelle piazze. Il centro commerciale veste l’agorà con un abito economico ben preciso e rischia di svuotarla del suo significato originario. Molte piazze sono dei riferimenti storici ben precisi. Le piazze sono i luoghi in cui si incontra l’Altro. L’agorà è la sintesi di una città, la sua essenza, il suo punto di riferimento.

Piazza IX Aprile, il salotto di Taormina – In questo senso le radici greche sono un’eredità da non dimenticare, che non dovrebbe essere travolta dall’epoca dell’iper-capitalismo. Nell’architettura contemporanea, quella che mette da parte la sostenibilità, l’agorà è in declino. Sono lontani i tempi di Giorgio Vasari che nella sua opera principale, “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori”, metteva in luce l’accuratezza per scegliere le pietre necessarie anche per la costruzione degli ornamenti. Era un’epoca diversa dalla nostra, una concezione di bello lontana anni luce da quella contemporanea, un’economicizzazione meno invadente e una dittatura della tecnica che non era neanche immaginabile. Ludwig Wittgenstein diceva che «quando costruiamo case, parliamo e scriviamo». In realtà è così ancora oggi. L’uomo porta fuori di sé ciò che ha dentro di sé. Succede anche per quello che si vuole fare di un’agorà, come quella di Taormina, ovvero piazza IX Aprile. Il salotto dei taorminesi, la terrazza che si affaccia sul Mediterraneo, non può essere occupata da una pista di pattinaggio. Vuol dire svuotarla del suo significato storico, culturale e turistico.

Italo Mennella: «Una scelta che non aiuta a far crescere la qualità della città» – Purtroppo le piazze tendono a veder ridimensionata la loro funzione sociale. È così in tutto il mondo. Da luoghi di scontro e confronto, di passeggiate e risate, di incontri, le piazze sono schiave dell’imperativo economico. Una degenerazione senza precedenti nella storia dell’uomo. Una mancanza di razionalità, perché simili iniziative, anche se finalizzate a raccogliere fondi per il bene della città, potrebbero essere organizzate in altri luoghi. Il presidente dell’Associazione albergatori di Taormina, Italo Mennella, ha detto che si tratta di una «scelta che non aiuta a far crescere la qualità della città. Si va a occupare uno spazio importante, in un momento in cui stanno iniziando ad arrivare i turisti da tutto il mondo. Piazza IX Aprile è una terrazza sul mare, i viaggiatori vogliono godere del panorama e non se ne fanno nulla di una pista di pattinaggio. Taormina non è un paesello. Era qualcosa che andava fatto d’inverno, a Natale e nella zona del parcheggio Porta Catania. Non nel centro della città».

Franco Parisi: «Restano pochi metri di spazio per ammirare il belvedere di Taormina» – Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’associazione “Imprenditori per Taormina”, Franco Parisi, che ha sottolineato come «un evento del genere non può svolgersi in questo momento in cui i turisti iniziano a popolare Taormina. Domani ci sarà una grande confusione. Nel periodo del ponte più lungo dell’anno, dove la città sarà attraversata da viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, non si può pensare di occupare il 90 per cento della piazza con una pista di pattinaggio. Se proprio volevano farla, si poteva organizzare nei pressi del parcheggio Lumbi o sulla terrazza di Porta Catania. In questo modo, invece, restano pochi metri di spazio per passeggiare in piazza e ammirare il belvedere di Taormina». Dal punto di vista politico, la pista di pattinaggio in piazza IX Aprile contribuirà a congelare ancora di più i rapporti tra maggioranza e opposizioni, proprio a distanza di qualche ora da una nuova seduta del Consiglio comunale.

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