Lauree false a Catania. Un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, che era stata avviata nel mese di ottobre e dicembre 2013. Un caso di “mala istruzione” che aveva fatto rumore, perché riguarda uno dei problemi principali che attanagliano il sistema Italia. Nell’arco di questa inchiesta il Gup di Catania, Alessandro Ricciardolo, ha pronunciato una sentenza di condanna a seguito di giudizio abbreviato nei confronti di Giovanbattista Caruso Luigi e Giuseppe Sessa, dipendenti dell’Università di Catania, Facoltà di Medicina. I reati per i quali sono stati accusati sono quelli di falso in atto pubblico, corruzione e accesso abusivo a sistema informatico.

I due condannati, insieme a due studenti di Medicina (per i quali si è proceduto separatamente) avevano falsificato la documentazione universitaria e inserito nell’archivio informatico dell’Ateneo la registrazione di materie di cui non era mai stato sostenuto il relativo esame (accertando la avvenuta registrazione di 20 esami complessivi, 19 per uno studente ed 1 per l’altro, di fatto mai effettuati, in cambio di somme di denaro e altre utilità e consentendo ad uno degli studenti di conseguire la laurea in medicina e dunque il possibile accesso alla professione medica). Così nel giudizio abbreviato il Gup ha condannato Giovanbattista Caruso alla pena di anni 6 e mesi 8 di reclusione e Giuseppe Sessa alla pena di anni 5 e mesi otto di reclusione per i delitti agli stessi ascritti (ad eccezione del delitto di accesso abusivo a sistema informatico, dal quale sono stati assolti con la formula il fatto non sussiste). Il Gup, inoltre, ha dichiarato gli imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e dichiarato estinto il loro rapporto di impiego con l’Amministrazione di appartenenza.

© Riproduzione Riservata

Commenti