Foto: Andrea Moro/Dipartimento di Biologia, Universita' di Trieste

Il Ginko Biloba definito “fossile vivente” è l’unico superstite di un gruppo di Gimnosperme di origini straordinariamente antiche, estintosi oltre 200 milioni di anni fa. Il Ginkgo era considerato sacro nella cultura orientale e veniva coltivato in prossimità dei templi. Ancora oggi nei Paesi asiatici i più antichi esemplari rappresentano oggetto di culto e di venerazione da parte della popolazione. La straordinaria resistenza del Ginkgo biloba è esemplificata dalla storia del cosiddetto “Ginkgo di Hiroshima”: questo albero ultracentenario cresceva vicino all’epicentro dell’esplosione atomica del 1954 e il suo tronco venne completamente carbonizzato; la pianta però sopravvisse e rimise getti laterali dai quali originò un esemplare ancora vivente, che diventò il simbolo della rinascita della città. Il primo utilizzo medicinale del Ginkgo risale al 2800 a.C., al tempo dell’imperatore Shen-Nung, considerato il padre della medicina cinese. A lui viene infatti attribuito il trattato di medicina Pen Ts’ao (Grande Erbario), una Materia Medica nella quale erano descritte 365 droghe. Nel testo la pianta viene annoverata fra le “piante dell’immortalità”, in grado di aiutare l’organismo a tenere lontano le malattie e a combattere la vecchiaia e la morte. L’albero di Ginkgo fu introdotto per la prima volta in Europa dal Giappone nel 1730. nel 1771 il botanico Linneo denominò la specie “Ginkgo biloba”. Nel XIX secolo la droga venne introdotta negli erbari europei. Nell’arco degli ultimi vent’anni le azioni biologiche del Ginkgo sono state oggetto di studi approfonditi e dettagliati, che hanno confermato le numerose attività di questa pianta. I composti terpenici, chimicamente terpenlattoni, insieme ai ginkgoflavonglucosidi costituiscono i principi attivi della droga che sono inibitori selettivi del Paf (fattore di aggregazione piastrinica)e in virtù della loro attività antiaggregante piastrinica aumentano la fluidità ematica, consentendo una migliore perfusione ed ossigenazione dei differenti tessuti ed organi. Tale effetto è particolarmente ed immediatamente evidente a livello degli organi più sensibili, come per esempio il cervello. I principi attivi del Ginkgo biloba possiedono inoltre attività neuroprotettiva e nootropa, sia in conseguenza della migliorata perfusione ematica a livello cerebrale sia per un’azione diretta sulle cellule neuronali. Inoltre i flavonoidi del Ginkgo sono particolarmente efficaci contro i radicali liberi, ritenuti responsabili dell’insorgenza di molte malattie e dell’invecchiamento precoce.

Un aiuto per la circolazione arteriosa – L’integrità dei vasi sanguigni e l’efficienza del sistema circolatorio rappresentano due fattori indispensabili per una buona salute. Il sistema circolatorio ha la fondamentale funzione, attraverso i vasi arteriosi, di distribuire ossigeno e sostanze nutritive a tutte le cellule dell’organismo. Se qualche zona del nostro corpo cessa di essere irrorata, anche per poco tempo, dal torrente sanguigno, prima cade in uno stato di sofferenza e poi muore. In termini medici si parla di necrosi del tessuto, che costituisce una condizione grave ed irreversibile. Con l’avanzare degli anni si assiste ad un “invecchiamento”(sclerosi) dei vasi sanguigni, le cui pareti tendono a diventare meno elastiche e flessibili. Si verifica cioè un progressivo indurimento della parete vasale per graduale aumento della componente fibrosa connettivale a scapito di quella elastica e di quella muscolare. La “rigidità” delle arterie diminuisce la resistenza ai vari stimoli (meccanici, chimici, traumatici), facilitando la formazione di lesioni a livello della parete interna del vaso sanguigno (endotelio), ed è ormai noto come una lesione endoteliale costituisca la causa scatenante per la formazione della placca ateromatosa. La sclerosi vascolare (ovvero l’indurimento e l’ispessimento della parete vasale), insieme alla formazione di placche ateromatose, conduce quindi ad un progressivo restringimento del calibro delle arterie. Ciò causa un rallentamento del flusso ematico, determinando una ischemia dei tessuti irrorati dalle arterie colpite. I primi segni dell’invecchiamento delle strutture circolatorie si manifestano in genere dopo i 60 anni di età. Tuttavia, se oltre all’avanzare degli anni sono presenti altri fattori che contribuiscono ad accelerare il deterioramento di tali strutture, la soglia dell’età a rischio di patologie cardiocircolatorie può abbassarsi notevolmente. Sono considerati “fattori di rischio cardiovascolare”: elevati valori ematici di colesterolo e/o di trigliceridi, ipertensione, stress, sovrappeso e obesità, familiarità per la patologia cardiovascolare (fattori genetici individuali), il diabete, il fumo di sigaretta e la sedentarietà. Quando la condizione di ischemia interessa le arterie cerebrali (insufficienza cerebrale), le prime conseguenze consistono in deficit delle funzioni cognitive (attenzione e memoria), vertigini e disturbi dell’udito. La condizione di insufficienza cerebrale comporta una sofferenza delle vie nervose colinergiche, la cui integrità è indispensabile per il normale svolgimento delle funzioni cognitive, ovvero l’attenzione e la memoria. Quando l’ischemia interessa le arterie coronarie che irrorano il cuore la prima manifestazione che può verificarsi è l’angina pectoris, forte dolore localizzato nella regione anteriore del torace e dovuto ad una transitoria riduzione dell’apporto di ossigeno al miocardio. Nei casi più gravi, in seguito a prolungata mancanza di ossigeno, si può avvertire poi l’infarto del miocardio, nel quale si verifica la necrosi di un settore del muscolo cardiaco. Quando infine la condizione di ischemia interessa le zone periferiche dell’organismo, in genere a livello degli arti inferiori, si può avere come conseguenza la cosiddetta claudicatio intermittens, nella quale le arterie ostruite impediscono una buona circolazione sanguigna a livello delle gambe provocando crampi muscolari e dolori talmente forti da impedire la deambulazione se non per tratti brevissimi. Il Ginkgo biloba svolge un’importante azione protettiva nei confronti dei vasi ematici arteriosi. Il fitocomplesso esercita un’azione fluidificante del sangue grazie alla sua attività antiaggregante piastrinica. L’attività “fluidificante” ematica consiste essenzialmente nell’agevolazione del movimento delle cellule ematiche all’interno dei vasi sanguigni, specialmente attraverso i vasi più piccoli (microcircolo) che, per le loro già piccole dimensioni, sono i primi a risentire degli effetti del processo di sclerosi vascolare. Comporta quindi una migliore perfusione di tessuti ed organi, riducendo l’ipossia (carenza di ossigeno) che danneggia l’endotelio in presenza di un rallentato deflusso ematico. È consigliabile l’assunzione di questo fitocompresso sia a scopo preventivo, per preservare il più a lungo possibile l’integrità del sistema circolatorio, sia in presenza di disturbi, cioè quando la compromissione vascolare è già in atto.

Il Ginko Biloba per le funzioni cognitive: attenzione e memoria – L’attenzione può essere definita come uno stato di attivazione del SNC, che consente alle informazioni provenienti dagli organi di senso (vista, udito, tatto) di arrivare alle aree cerebrali deputate all’elaborazione di idee, di pensieri e di emozioni. Se questo stato di attivazione si indebolisce, molte delle informazioni vanno perdute, ed anche la capacità del soggetto di elaborare pensieri, idee e comportamenti, diminuisce. La memoria è la capacità di un soggetto di fissare in maniera stabile informazioni, esperienze, pensieri ed emozioni. Non tutto quello che un individuo ha visto, sentito o letto resta fissato nella memoria, ma soltanto quello che è di interesse per l’individuo o quello che, per il coinvolgimento emotivo o sentimentale, resta impresso in maniera indelebile per tutta la vita. La memoria può essere distinta in memoria a breve termine e memoria a lungo termine, secondo il tempo che intercorre fra l’esperienza ed il richiamo della traccia mnesica. Nel primo caso si tratta di ricordare episodi ed esperienze delle ore o dei giorni immediatamente precedenti; nel secondo caso si tratta di revocare fatti avvenuti anche molti anni prima. La memoria a breve termine è molto più sensibile di quella a lungo termine a condizioni stressanti, all’avanzare dell’età o a vere e proprie patologie che indeboliscono le funzioni cognitive. Pensiamo alla difficoltà degli anziani nel ricordare fatti o persone dei giorni precedenti, mentre ricordano con straordinaria lucidità i minimi particolari di episodi accaduti durante l’infanzia o l’adolescenza. Il normale funzionamento della memoria a breve termine dipende in particolare dall’integrità di alcune vie nervose che hanno la caratteristica di utilizzare l’acetilcolina come neurotrasmettitore. Quando l’efficienza di queste vie nervose si riduce a causa di condizioni stressanti compaiono i primi deficit della memoria a breve termine. Una ridotta efficienza delle vie nervose colinergiche può riflettersi negativamente anche sul livello di attenzione dell’individuo, ovvero sulla capacità di apprendimento, di concentrazione. Anche soggetti assolutamente sani possono presentare periodi per limitati di tempo un abbassamento del livello di attenzione ed una ridotta efficienza delle funzioni mnemoniche e dell’attività cerebrale. Questa condizione può determinarsi a seguito di uno stress cerebrale prolungato, che può verificarsi per vari motivi: forte stanchezza, situazioni di iperattività o di ansia cronica, malattie debilitanti che abbiano indebolito l’organismo e anche l’efficienza cerebrale. Il sistema nervoso in un soggetto non più giovane ha riserve energetiche e nutritive ridotte e può risultare senza dubbio più sensibile di quello di un giovane ad una condizione di stress o ad una patologia debilitante. Se a questo si aggiunge anche una compromissione del circolo ematico cerebrale, risulta evidente come ciò possa portare ad una più grave sofferenza del Snc. Una delle più importanti attività del Ginkgo biloba è l’azione protettrice nei confronti delle cellule neuronali, che si traduce in un’azione “nootropa” diretta (dal greco “nòos”-mente e “tropein”-stimolare), ovvero favorente le funzioni cerebrali inerenti alla rievocazione di informazioni e all’elaborazione del pensiero. Il Ginkgo biloba protegge le cellule neuronali da stimoli lesivi differenti, sia di natura energetico-metabolica ( soggetto giovane/adulto) sia di natura vascolare (anziano). Inoltre migliora lo stato di ridotto funzionamento cerebrale da carente apporto di ossigeno, migliorando la resistenza all’ischemia e la perfusione cerebrale, ed esercita un’azione protettiva diretta nei confronti delle cellule nervose.

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