Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Antonella Ferrara: «Un’intera sezione di Taobuk sarà dedicata al tema della lotta alle mafie» – Nella splendida cornice del Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo, si è svolto l’evento organizzato da Libreventi Taormina, in collaborazione con Fondazione Mazzullo e Acva-Associazione Antiracket Commercianti Valle d’Alcantara Giardini Naxos. Tra i presenti c’erano il magistrato Marzia Sabella e la giornalista Serena Uccello che hanno presentato il loro libro “Nostro Onore. Una donna magistrato contro la mafia”. Il testo edito dalla Einaudi è stato il mezzo per mettere al centro il tema della legalità e della lotta alla mafia. Un argomento che avrà uno spazio rilevante all’interno del prossimo Festival internazionale del libro, Taobuk, come annunciato dalla presidente Antonella Ferrara: «Abbiamo sempre dato un gran risalto alla lotta alla criminalità organizzata, nel senso che abbiamo sempre ospitato dibattiti e dato voce a scrittori, magistrati e giornalisti che hanno affrontato l’argomento. Quest’anno intendiamo approfondire la discussione e il dialogo sulla lotta alla criminalità, perché pensiamo che la lotta alle mafie non possa prescindere dal fattore culturale. Quindi un’intera sezione del Festival internazionale del libro, Taobuk, sarà dedicata a questo argomento».

Claudio Fava: «Un testo che «stupisce per il senso di normalità» – Giuseppe Scandurra, Presidente Fai (Federazione Associazioni Antiracket), ha voluto sottolineare la soddisfazione per la diffusione della federazione antiracket tra gli imprenditori: «Avere la possibilità di collaborare con sempre più imprenditori che hanno il coraggio di denunciare è sicuramente straordinario». Inoltre il presidente, riferendosi ai fatti recenti di cronaca che hanno coinvolto l’ex presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, ha detto che «non ci sta a leggere in prima pagina che Helg a Palermo era il paladino dell’antiracket». L’onorevole e giornalista Claudio Fava, invece, ha presentato ai partecipanti il libro e non ha esitato a definirlo come un testo che «stupisce per il senso di normalità». E se la normalità per Fava è l’aspetto che l’antimafia dovrebbe recuperare, di fronte alle innumerevoli strumentalizzazioni che rischiano di ridimensionare questo fenomeno, vuol dire che si tratta di un bel complimento.

Marzia Sabella, un magistrato ironico che usa il linguaggio dei dettagli – «È un bel libro, è uno di quei libri che ti far venir voglia di fare il magistrato. Delle indagini che hanno portato alla cattura di Bernardo Provenzano e dell’immagine della cattura del boss, offre una pennellata. Ma il libro è altro, perché racconta l’autrice che sceglie una lingua che non è quella del magistrato. […] C’è il racconto di Palermo, che è molto bello. Palermo può essere raccontata in mille modi e in questo Marzia Sabella, manifestando un talento quasi imprevedibile per chi fa un altro mestiere, racconta questa città con il linguaggio dei dettagli, che è il linguaggio che meglio di ogni altro ci restituisce la realtà di una cosa». Il magistrato Marzia Sabella è una donna ironica. Un tratto del suo carattere che emerge anche dalle pagine del libro. Una donna protagonista delle indagini della Procura di Palermo che hanno condotto all’arresto di Provenzano e per anni ha inseguito Matteo Messina Denaro. Un libro che ha lasciato il segno tra le cittadine e i cittadini arrivati ieri pomeriggio a Taormina e Antonella Ferrara, a tal proposito, ha voluto leggere una riflessione particolarmente significativa di “Nostro Onore”: «Ho voluto provare a restituire a chi non la conosce la storia ordinaria, però straordinaria, di una somiglianza, di una vicinanza, di una relazione che il magistrato con il popolo in nome del quale applica la legge, perché l’onore, quello vero, è dato dalla sacralità del codice e di chi di quel codice difende le ragioni».

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