«Abbiamo perso di vista la normalità dell’antimafia» – L’onorevole Claudio Fava, oggi deputato della componente socialista all’interno del gruppo misto, ama definirsi un «indipendente di sinistra». L’ex esponente dei Ds e di Sel ha un legame particolare con l’antimafia e nell’intervista realizzata non poteva mancare un riferimento alle strumentalizzazioni che l’antimafia sta subendo negli ultimi anni da parte di politici che stanno costruendo la loro carriera su questo aspetto sociale. «In questi anni abbiamo conosciuto diverse forme di strumentalizzazione, afferma Fava, e non soltanto da parte dei politici. Il vezzo di considerarci “todos caballeros”, tutti antimafiosi, finisce per ridimensionare la cultura dell’antimafia. Però non è tanto questo quello che mi preoccupa, ma il modo in cui abbiamo costruito intorno a questa cultura alcune false mitologie nel corso dei decenni. Abbiamo insegnato ai nostri figli che la lotta alla mafia si fa per conto dei nostri eroi, dei caduti, dei martiri, delle vittime. Abbiamo cominciato a utilizzare un vocabolario abbastanza primitivo e lontano dalla realtà e abbiamo perso di vista la normalità di questa battaglia che sta dentro le corde civili di una nazione».

«Crocetta interpreta un personaggio convinto che l’importante sia apparire» – Claudio Fava sottolinea che l’antimafia «dovrebbe essere un dovere della quotidianità e anche quelli che consideriamo i nostri eroi, i nostri martiri, sono persone morte facendo per puro senso della decenza il loro mestiere. Dovremmo recuperare questa cognizione di “normalità” della lotta alla mafia, evitare di renderla una liturgia dentro la quale c’è qualcuno che canta messa pur credendo in altri dei». Il politico siciliano è uno di quegli esponenti di sinistra che non hanno mai appoggiato l’attuale governatore Rosario Crocetta. Una decisione che molti esponenti progressisti regionali gli invidiano. Sono ben noti, ormai, i complicati rapporti tra il governatore e buona parte del suo partito. Ma Fava non ha questi problemi: «Non ho mai sostenuto Crocetta, che interpreta un personaggio convinto che l’importante sia apparire, l’apparenza, il racconto di ciò che si vorrebbe fare. La prima giunta che si è proposta in Sicilia con uno scienziato che viveva in Svizzera e un cantautore in tournée, era un modo per dire “la politica è questa”. È il gusto e il lusso del sembrare, non del fare».

«I siciliani che devono riprendersi il gusto e l’onore del governo di questa terra» – Fava critica il presidente Crocetta per aver parlato molto e fatto poco. Una «consapevolezza maturata in molti siciliani»: «Mi sembra che in questi anni sia stato coerente con ciò che aveva proposto. Ha continuato a sembrare e fare assai poco. È una consapevolezza maturata in molti siciliani, con una trasversalità di opinione, da destra a sinistra, che per la prima volta tiene insieme tutti». Il deputato parla anche del destino degli ultimi presidenti della regione, ma si augura che le persone si riapproprino della loro terra: «Abbiamo avuto gli ultimi tre presidenti segnati da destini particolari. Uno arrestato e condannato, un altro condannato e in attesa di giudizio definitivo, un terzo, Crocetta, che ha governato come ha governato. È come se fossimo costretti a vivere sempre al di sotto delle righe, quando immaginiamo il governo di questa terra. Però mi sembra che ciò non vada attribuito solo a chi governa. Sono i siciliani che devono riprendersi il gusto e l’onore del governo di questa terra».

Fava e il significato del 25 Aprile – Antimafia, politica siciliana e 25 aprile. L’attualità impone una riflessione sulla giornata della Liberazione, che soprattutto oggi, secondo Claudio Fava, ha un significato profondo: «Significa battersi per i propri diritti e le proprie libertà. Significa essere antimafiosi, dalla parte di chi conserva questi diritti come una parte della propria dignità. Significa considerare la lotta al fascismo non una pagina della storia, ma un principio vitale della democrazia. Significa credere in un sistema di regole e di valori che la nostra Costituzione ci ha offerto e ci ha garantito fino adesso».

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