Ed è arrivato il primo “si” al bilancio. La commissione Finanze all’Ars ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione per il 2015 che prevede un accantonamento negativo per 450 milioni di euro, fondi iscritti in entrata e che coprono parte della spesa per comuni, precari e forestali e che rimarranno congelati fino a quando la Regione non firmerà gli accordi formali con lo Stato per 300 milioni di trasferimenti di quote Irpef e con la Cassa depositi e prestiti per 150 milioni legati alla moratoria per rate di vecchi mutui. Inoltre è stato approvato un emendamento del deputato democratico Cracolici, che prevede 100 assunzioni all’anno nei ranghi della Regione tra il 2015 e il 2017. Si tratta di un testo paradossale per la giunta regionale, che da un lato punta a ridimensionare la costosa macchina amministrativa siciliana e dall’altro lato vara nuove assunzioni. Lo storico esponente della sinistra isolana, però, ha difeso a spada tratta il suo emendamento: «Quell’emendamento lo rivendico e lo difendo. Ma lo spirito di quella norma essere interpretato correttamente. La legge sui prepensionamenti che presto si andrà a votare, rischia di far perdere alla Regione importanti professionalità. Per questo motivo ho pensato che si possa aprire, e in un numero assolutamente limitato rispetto alle fuoriuscite previste con i pensionamenti, di nuove leve che possano colmare eventuali lacune e soprattutto ringiovanire l’organico regionale».

Ma Nello Musumeci, esponente di primo piano del centrodestra, non ci sta e attacca i democratici: «Il Pd si sente in campagna elettorale permanente. Ieri hanno presentato all’Ars un emendamento – a firma Cracolici – che autorizza 300 assunzioni. Ovviamente faremo di tutto perché non passi. Ma fatelo sapere in giro: nella Regione in bolletta, quasi in bancarotta, il Pd propone nuove assunzioni…. Come se i dipendenti regionali fossero pochini». Invece, come sottolineato dal Movimento Cinque Stelle, è stato rinviato il voto della commissione Affari istituzionali sugli emendamenti al disegno di legge che prevedeva la riduzione dei consiglieri comunali, dei loro gettoni di presenza e dei rimborsi alle aziende per le loro assenze dal lavoro. Un rinvio che ha provocato le aspre polemiche dei grillini, i quali hanno sottolineato che «la risposta dell’Ars al problema gettonopoli è una vergogna infinita». Tra oggi e domani è prevista una doppia seduta in Commissione Bilancio per esaminare la finanziaria. Dopo questo iter istituzionale, la manovra dovrebbe arrivare in Aula e da lunedì verrà esaminata punto per punto.

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