Eugenio Raneri - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Domande ancora senza risposte – Cosa è successo in questi giorni sulla vicenda Taormina Arte? Alcuni importanti politici regionali hanno rilasciato dichiarazioni mettendo in luce le loro idee sulla questione, è stato indetto un Consiglio comunale straordinario su Taormina Arte, è arrivato a Taormina il nuovo Commissario ad acta, Marcello Giacone, che avrà due mesi di tempo per costituire la Fondazione, si attendono ancora i quattro nomi (tra i politici taorminesi) che dovranno costituire una commissione e affiancare il sindaco nell’evolversi della situazione di Taormina Arte. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di passaggi necessari, dovuti, per raggiungere un obiettivo ben preciso: creare la Fondazione e renderla funzionale per Taormina e il territorio regionale. Le domande che rimangono in piedi, quando si parla di Taormina Arte, sono sempre le stesse. Chi dovranno essere i soci fondatori della Fondazione? Chi vi dovrà partecipare? Come ripagare i debiti riconducibili alla città di Taormina? In cosa consisterà lo Statuto? Quali saranno gli immobili da concedere alla Fondazione? Quale sarà il futuro del personale?

«Ho la sensazione che si stia intraprendendo un percorso sbagliato» – Domande che sono state affrontate dai vari partiti e liste civiche presenti nel Consiglio comunale di Taormina. Tra di loro c’è il consigliere Eugenio Raneri della lista “Insieme si può”, che ha messo in evidenza alcune considerazioni sul tema. L’ex presidente del Consiglio comunale parla di «linee guida» per «evitare conseguenze disastrose nei confronti della città di Taormina e della stessa TaoArte». Il politico della Perla dello Jonio si augura che avvenga un immediato cambio di direzione, perché «ho la sensazione che si stia intraprendendo un percorso sbagliato che non può essere certo quello a cui ci ha abituato internet coi suoi mi piace, le esternazioni o gli insulti gratuiti». La storia di Taormina Arte è piena di successi, come ha ricordato il maestro Gabriele Lavia, ma intorno al Comitato si sono sviluppati degli intrecci tra delibere, convenzioni e atti di indirizzo che hanno fatto mancare il respiro all’ente. In un contesto del genere, secondo Eugenio Raneri, come preannunciato durante l’ultimo Consiglio comunale, per attuare la trasformazione del Comitato in Fondazione si dovrebbe fare riferimento alla «consulenza di almeno due professionisti specializzati in diritto amministrativo e diritto societario, commerciale e tributario, per prospettare un percorso nel solco della legislazione vigente».

I soci fondatori e il modo per pagare i debiti – Quando si costruisce un palazzo, anche se prima è avvenuto un terremoto che ha provocato ingenti macerie, è doveroso mettere in piedi in primis i pilastri portanti. E quindi Raneri sostiene che i soci fondatori della futura Fondazione potrebbero essere «il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, la regione Sicilia, il comune di Taormina, il comune di Messina». E l’esponente di “Insieme si può” nutre «serie perplessità sulla presenza del Libero consorzio a cui aderisce la città di Taormina, stante che la legge Delrio, di riforma delle provincie e città metropolitane ha superato il vaglio di costituzionalità, (sentenza Corte Costituzionale numero 50 depositata il 26.3.2015)», per cui ritiene «che anche il legislatore siciliano su tale riforma dovrà tenere conto del pronunciamento, fermo restando la competenza specifica statutaria». Altra questione fondamentale è quella inerente i debiti. Il consigliere comunale propone di individuare i pagamenti, per la parte riguardante Taormina, «da una quota percentuale dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di accesso ai beni culturali appartenenti al demanio regionale e ricadenti nel comune di Taormina e da una quota percentuale dell’imposta di soggiorno». L’esponente dell’opposizione, inoltre, si è detto favorevole «nel costituire una fondazione promossa da enti pubblici e privati». L’intervento dello Stato con il coinvolgimento dei privati nel settore culturale «non è solo teoria economica, ma un esempio europeo attuato in paesi come la Francia, la Spagna, la Germania e l’Italia».

«Nello Statuto non si può negoziare su alcuni punti fondanti» – Comune di Taormina e regione si sono confrontate e continuano a farlo, ma, a quanto pare, ci sono punti di vista discordanti nella formulazione della bozza dello Statuto. Ed è proprio lo Statuto l’altro argomento al centro del dibattito. Dal punto di vista di Eugenio Raneri, la stesura deve tenere conto di alcune parti non negoziabili:«Fondatori promotori (Stato, Regione e, Comuni di Taormina e Messina su decisione degli Organi competenti), la sede deve essere individuata nella città di Taormina, Il Sindaco di Taormina deve essere il Presidente della Fondazione e Presiedere anche il Consiglio di Indirizzo, La figura del Soprintendente deve essere soppressa e sostituita con quelle di Direttore Artistico (cinema, teatro, musica) conseguentemente va anche prevista una Direzione Amministrativa, subentro della Fondazione nei diritti, obblighi, rapporti attivi e passivi alla data della trasformazione nonché del personale dipendente, Vigilanza». Queste considerazioni, ha sottolineato il consigliere comunale, sono frutto di studio e confronto degli statuti di altre fondazioni, come quella di Palermo del Teatro Massimo, Arena di Verona, Spoleto Festival dei due mondi.

Taormina Arte e il personale – Taormina Arte vuol dire anche risorse umane. Dipendenti che lavorano da anni presso il Comitato che dovrebbe essere trasformato in Fondazione e su questo tema Raneri vuole essere chiaro: «Il personale di TaoArte deve essere considerato come patrimonio strategico ed è bene sottolineare che l’attuazione delle strategie culturali ed aziendali della fondazione dipendono principalmente dalla qualità e dalla motivazione di tali risorse. In questo contesto alle risorse umane è affidato un ruolo centrale nel guidare e governare il cambiamento ed è necessario chiarire che tale strategia non può riguardare solamente il cosiddetto – personale amministrativo a tempo indeterminato – ma anche quel personale che viene assunto con contratti di lavoro di natura occasionale, coordinata e continuativa che con le loro prestazioni di natura temporanea assicura e contribuisce al progetto identificato negli scopi del Comitato TaoArte e da considerarsi quindi come elemento imprescindibile nella definizione ed attuazione delle strategie aziendali. Queste risorse umane devono essere coinvolte in metodologie formative e piani di crescita interna. Giova rimarcare infine che dall’esame dei Modelli 770 (Sostituto d’imposta delle risorse umane di TaoArte) riferiti agli anni 2010-2011-2012, dai Prospetti Ss (dati riassuntivi) possono desumersi i dati di certificazione lavoro dipendente ed assimilati riguardanti le ritenute Irpef operate, con il dettaglio dei relativi importi di addizionale regionale e comunale; tali importi si ritiene meritano qualche riflessione ed approfondimento da ricondurre anche agli apporti dati da TaoArte nei confronti dell’erario in senso lato».

Non concedere il Palazzo dei Congressi alla Fondazione – Un altro interrogativo è quello inerente gli immobili da destinare alla Fondazione. Il consigliere comunale Eugenio Raneri, a tal proposito, propone (come previsto dalla delibera del Consiglio comunale di Taormina numero 3 del 22.1.2008) di conferire a Taormina Arte «l’immobile sito in Corso Umberto numero 61, Piano I° (meglio conosciuto come ex Pretura) e, aggiunge Raneri, «si potrebbe ipotizzare pure di affidare in gestione concordata i Palazzi con destinazione d’uso culturale (Biblioteca, Archivio storico, Badia Vecchia, Chiesa del Carmine, Palazzo Corvaia, Chiesa S. Francesco di Paola)». L’esponente di “Insieme si può” parla anche del Palazzo dei Congressi, considerato un «asset strategico» per Taormina Arte che «per la sua flessibilità non può essere conferito come patrimonio della Fondazione». Infine l’ex presidente del Consiglio comunale propone di iniziare a pensare ai fondi europei: «Ritengo che TaoArte per la sua mission possa accedere ai finanziamenti dell’Unione Europea sia diretti che indiretti. Le opportunità sono molteplici, bisogna individuare obiettivi e azioni da finanziare; l’accordo di valorizzazione dei beni culturali e l’investimento territoriale integrato ne rappresentano l’approccio e gli strumenti a disposizione, un attrattore culturale quale TaoArte in sinergia con ministero e regione può sperimentare nuovi approcci forte delle esperienze e del know-how».

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Testo integrale del comunicato ricevuto in redazione dal consigliere Eugenio Raneri
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