L’aut aut da Roma – Vladimiro Crisafulli ha vinto le primarie del centrosinistra della città siciliana in vista delle elezioni amministrative. L’ex senatore ha sfondato quota 70 per cento. Una maggioranza bulgara. Percentuali alle quali il politico ex Pci ed ex Ds ha ormai abituato i suoi elettori. Però, come successo ad Agrigento, le primarie potrebbero essere sconfessate da Roma, dove il vicesegretario Lorenzo Guerini ha tuonato: «Non possiamo sostenerlo». Dal Nazareno è arrivato il “no” secco a Crisafulli, anche se ha vinto a mani basse le primarie democratiche. Mirello, grande amico di Massimo D’Alema, è diventato, per il premier Matteo Renzi e i suoi fedelissimi, il simbolo della vecchia politica. Quella che Pif denunciava dal palco della Leopolda raccogliendo standing ovation. Già, poi arrivò l’archiviazione del procedimento per Crisafulli. Ma questo passa spesso in secondo piano. In queste ore Crisafulli ha dimostrato, per l’ennesima volta, il suo legame con il territorio.

No Crisafulli? No party – Ma questo non dovrebbe bastare. Mirello verrà rimosso e per smuovere quei 120 chili di “peso politico e storico” dovranno arrivare i mezzi speciali da Roma e per essere precisi dalla segreteria del Partito Democratico. Mentre il Segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, pregustava un modello Enna alla regione (perché Crisafulli era sostenuto anche dagli alfaniani), dalla capitale è arrivato l’aut aut. Il cuperliano pensava di allargare i confini della maggioranza regionale anche al Nuovo Centro Destra, provando così a imitare il modello nazionale. Ma il vicesegretario Guerini è stato categorico: Niente Crisafulli. E questo, almeno a Enna, vuol dire “No Crisafulli? No party”. Senza l’amato Mirello la sconfitta potrebbe essere dietro l’angolo. Soltanto la sua mole riusciva a mettere in ombra le azioni del governo Crocetta. Senza di lui, invece, il centrodestra potrebbe tornare a guidare la città. Queste primarie stanno diventando un incubo per i democratici, che dopo la tornata elettorale a cavallo tra maggio e giugno dovrebbero aprire una seria riflessione su questo strumento che dovrebbe avvicinare il proprio elettorato e non allontanarlo.

L’incubo primarie e i rischi del Pd – Prima Agrigento, oggi Enna e domani chissà. Eppure Mirello Crisafulli si era liberato di un’altra zavorra giudiziaria in questi mesi. È venuto fuori da un processo per falso in bilancio e truffa aggravata nato nel periodo in cui l’ex parlamentare diessino guidava l’Ato rifiuti di Enna. Niente da fare. Neanche questa notizia ha fatto cambiare idea ai vertici del Pd e ai renziani siciliani. L’incompatibilità di Crisafulli sembra un dogma che non può essere sconfessato e così si andrà al muro contro muro. A Enna sanno bene che Mirello il rosso non si ferma davanti a niente. Combatterà fino all’ultimo e se sarà il caso si candiderà lo stesso contro la personalità indicata dal Pd romano. Una battaglia che rischia di affossare ancora di più i democratici della Sicilia, che oltre a essere rallentati (e forse ridimensionati) dalle azioni di Rosario Crocetta, rischiano di peggiorare la situazione con litigi interni che ormai si trascinano da mesi. Il Pd Sicilia sta camminando su un filo sottile che è quello della credibilità. Una cordicina che si è quasi spezzata e la caduta sarà rovinosa e così dolorosa che i democratici non riusciranno a riprendersi in fretta, soprattutto se il “peso politico” di Mirello farà la sua parte.

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