Foto Roberto Monaldo/LaPresse

«L’Europa deve essere qualcosa di diverso da un club economico» – Questa mattina il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è intervenuto alla Camera dei deputati per riferire all’Aula la posizione che adotterà domani il governo al Consiglio europeo straordinario chiesto dal nostro Paese dopo il naufragio dei migranti di domenica scorsa. Il premier ha parlato di ruolo politico dell’Europa nel Mediterraneo. «Noi oggi siamo chiamati a un approccio totalmente politico, perché è di politica che ha bisogno l’Unione europea. Perché è politica la necessità che abbiamo di non dare una reazione emotiva. O c’è la capacità di dare una risposta complessa o non andiamo da nessuna parte». Renzi, oltre a mettere in evidenza le posizioni dell’esecutivo italiano sulle continue migrazioni, punta il dito contro i discorsi che molti suoi colleghi politici hanno fatto in questi giorni. Non li cita per nome, ma i riferimenti sono sin troppo chiari: «La retorica del “mai più” lascia il tempo che trova. L’Europa deve essere qualcosa di diverso da un club economico. Ho notato la reazione di queste ore e credo che si possa cambiare passo».

Verso un’azione militare dell’Ue nel Mediterraneo – «Dobbiamo passare dal tentativo di salvare le persone, al desiderio di affermare il principio che intervenendo in Africa con una strategia più significativa l’Ue restituisca a se stessa il bisogno di richiamare la sua vocazione. […] Quando i terroristi attaccano il museo a Tunisi o la redazione di un giornale a Parigi, dimostrano di capire bene quali sono i pilastri culturali da colpire. Ecco perché serve una risposta di ampio raggio. Non possiamo ridurre tutto a un dibattito da talk show. Non ci può essere una divisione di parte su queste tematiche, l’Italia è troppo importante per dividersi su questo argomento». Tra le parole del premier Renzi si è intuita l’idea del governo di larghe intese e a queste parole vanno ad aggiungersi le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha proposto di «bombardare i barconi prima che partano». Un’idea non distante dalle volontà di Bruxelles, che dovrebbe mettere in atto un’azione simile a quella adottata contro i pirati somali. Domani ci sarà un Consiglio europeo sulle migrazioni e si saprà qualcosa in più.

Le intese tra i ministri degli esteri e degli interni europei – Ma l’impressione è che la strada da percorrer è già ben tracciata. I ministri degli Esteri e dell’Interno dell’Unione Europea hanno raggiunto un’intesa su dieci punti per affrontare l’emergenza immigrazione. Al primo punto c’è scritto che l’Unione Europea dovrà «rafforzare le operazioni Triton e Poseidon nel Mediterraneo aumentando le sue risorse finanziarie»; «uno sforzo sistematico per catturare e distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti»; incontri regolari fra Europol (l’ufficio di polizia europeo), Frontex (l’agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne), Easo (l’ufficio europeo di sostegno per l’asilo) ed Eurojust (l’Unità di cooperazione giuridica europea) per raccogliere informazioni sul modus operandi e i fondi di cui dispongono i trafficanti di esseri umani; Easo dovrà dispiegare delle squadre operative in Italia e Grecia, per processare congiuntamente le richieste di asilo; gli Stati membri dovranno prendere le impronte di tutti i migranti; verranno considerate opzioni per un meccanismo di ricollocazione d’emergenza; ampio programma volontario europeo pilota sul reinsediamento per le persone bisognose di protezione; verrà istituito un programma per mandare rapidamente indietro i migranti irregolari, coordinato da Frontex; la Commissione e il Servizio di Azione Esterna dell’Ue si impegneranno assieme ai paesi confinanti con la Libia, in particolare verranno rafforzate le iniziative in Niger; verranno dispiegati funzionari di collegamento dell’immigrazione (Ilo) in paesi terzi chiave per raccogliere informazioni d’intelligence su flussi migratori e rafforzare il ruolo delle delegazioni europee.

© Riproduzione Riservata

Commenti