Nello Musumeci - blogTAORMINA ©2015
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«L’Europa si è rivelata latitante» – Nel Canale di Sicilia prosegue la ricerca dei morti del barcone che si è ribaltato due giorni fa. Donne e uomini diventati migranti, che a loro volta sono diventati numeri. La freddezza e la precisione della matematica serve a disumanizzare morti che aumentano di ora in ora. Il mar Mediterraneo, come ripetuto più volte, da mare di incontro e confronto tra le culture, da luogo di viaggi e scoperte si è trasformato in un enorme cimitero liquido. Di fronte a un contesto così apocalittico, il presidente Nello Musumeci ha indicato due responsabili per questa situazione: «La prima responsabile è l’Unione Europea e il secondo responsabile è lo Stato italiano. La vicenda dell’immigrazione non può essere affrontata e risolta soltanto in Italia. L’Europa aveva una grande possibilità per dimostrare di essere un’idea politica e non soltanto una lobby di affaristi e finanzieri. E questa opportunità l’ha persa. Invece di intervenire per farsi carico di questo grave problema, che potrebbe essere affrontato e risolto con degli accordi bilaterali con i paesi del Nord Africa e con una serie di interventi realizzati nella stessa terra di partenza dei barconi, si è rivelata latitante».

«Non possiamo occuparci degli immigrati soltanto quando arrivano sulle nostre coste» – Mentre il secondo responsabile, secondo Musumeci, è «lo Stato italiano» considerato «remissivo e inerte. Invece di continuare a contare i morti e i naufraghi, lo Stato dovrebbe, oggi più che mai, minacciare di uscire dall’Unione Europea. Noi siamo un Paese fondatore dell’Unione, abbiamo il dovere e il diritto di pretendere che l’Europa sulla vicenda immigrati non possa e non debba lasciarci soli. E invece soltanto chiacchiere da parte del Capo del governo e mi meraviglia che il presidente della Repubblica Mattarella, fino a ora, non abbia assunto, nei confronti dei vertici europei, una posizione chiara e netta. Insomma, questa gente che muore giorno dopo giorno non è carne da macello. Non possiamo occuparci degli immigrati soltanto quando arrivano sulle nostre coste. Dobbiamo pensare a quel che accade quando partono dalle loro coste ed è questo il dramma di fronte al quale l’Europa e l’Italia appaiono inerti, inadeguate, latitanti e disertori».

«Serve più Europa nel Mediterraneo» – Dal punto di vista geopolitico il Mediterraneo rischia di diventare una polveriera. I Balcani del nuovo millennio. Una situazione frutto, sottolinea l’esponente del centrodestra siciliano, delle scelte sbagliate compiute negli ultimi anni. «Si stava meglio quando si stava peggio. Prima avevamo Mubarak in Egitto, Gheddafi in Libia, dittatori senza ombra di dubbio, ma l’Europa e il mondo occidentale avevano comunque una interlocuzione con i paesi del Nord Africa. Sotto la spinta emotiva dei partiti musulmani e filo-islamici, invece, abbiamo abbattuto quei regimi e di fatto oggi l’Europa non ha più interlocuzioni. Mia nonna diceva: “Cu cangia u vecchiu pu novu sapi chi lassa e non sapi chi trova”. È finita così». Dunque, che fare? Per Musumeci «nel Mediterraneo abbiamo bisogno di ristabilire un equilibrio e per farlo occorre che ci sia più Europa in questo mare. Occorra che ci sia una politica estera comune, occorre che ci sia una politica di difesa comune. L’Europa non può pensare di aver risolto i propri problemi introducendo la moneta unica, che per altro in Italia ha creato danni devastanti. La sicurezza nel Mediterraneo, i rapporti internazionali con i paesi frontalieri, deve diventare una priorità per l’Europa, ma questa Europa è sempre più un tema da conferenza, da tavola rotonda. L’Europa non c’è, non suscita suggestioni, sentimento, non crea entusiasmo. È soltanto l’Europa dei più forti dove cresce la diseguaglianza fra chi era povero ed è sempre più povero e chi era ricco ed è sempre più ricco».

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