«Bufera». Con questa parola Diego Dalla Palma ha voluto sintetizzare la sua decisione personale che ha scatenato commentatori e salotti televisivi. Il padre del make up made in Italy ha voluto precisare alcuni aspetti, soprattutto dopo le considerazioni emerse nelle ultime ore. E per farlo, come successo in questi giorni, ha usato la sua pagina ufficiale di Facebook. «Non sono malato di malattie che portano alla morte, ma di artrosi e di quei malanni dell’età che mi stanno rovinando certe giornate. Lo scopo delle mie decisioni è quello di aiutare, con parte dei proventi della vendita di tutti i miei immobili, le persone disperate che non hanno più forze e neppure nuove lacrime per piangere; non ho bisogno di pubblicizzare alcunché, tranne i termini riguardanti la mia iniziativa di giustizia umana. Non attiro l’attenzione per vendere prodotti cosmetici. Le linee cosmetiche che portano il mio nome non sono di mia proprietà (ho venduto il marchio cosmetico ad una società, vent’anni fa)».

Ne approfitto – prosegue Dalla Palma – anche per rispondere a chi mi ha rimproverato aspramente per avere legato il mio nome (linea cosmetica) all’uscita del film “50 sfumature di grigio”. Non è opera mia. Non c’entro niente e comunque, non avrei mai scelto iniziative di questo tipo poiché non mi interessa quel genere di scrittura né, tanto meno, quel tipo di cinema. Non possiedo nulla, tranne gli immobili. Questo, per trasmettere una manciata di concetti che portino chiarezza. Chissà perché, anziché concentrare l’attenzione dei miei simili su questa iniziativa la curiosità si è completamente riversata su come morirò, quando morirò, perché morirò. In questi giorni (anche domattina su Canale 5 alle 10.55 da Federica Panicucci), farò di tutto per spiegare. Per chiarire. Sperando che nel frattempo arrivi qualche bella notizia utile a regalare una carezza al cuore e alla mente del primo bisognoso che capita».

© Riproduzione Riservata

Commenti