Nello Musumeci
Nello Musumeci - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

«Sulla riforma delle province è stata rispolverata una legge del 1957» – Finanziaria, questione trasporti, continui scontri politici anche all’interno dello stesso partito. Oltre al dramma delle migrazioni e dei morti nel Mediterraneo, la Sicilia ha i suoi problemi. È uno dei peggiori momenti storici per la regione. In un questo contesto Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, punta il dito contro l’attuale giunta regionale e in un recente intervento parlamentare aveva definito “conservatore” Crocetta: «Basterebbe citare la riforma delle province. Che debbano essere riformate siamo tutti d’accordo, ma non è la priorità che, invece, è rappresentata da 40 mila precari che non prendono lo stipendio, i sindaci che si vedono dimezzati trasferimenti da regione e Stato, i padri di famiglia che a cinquantanni sono troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare lavoro. Ma tornando alla riforma delle province è stata davvero un fallimento, come tutto ciò che riguarda il governo Crocetta. Invece di consentire l’eliminazione dei costi e di mantenere la partecipazione dei cittadini, hanno introdotto una legge che vieta ai cittadini di decidere chi deve essere il vertice della nuova provincia e rispolverano una legge del 1957 che consente ai politici di eleggere i politici».

«Crocetta e il Pd hanno compiuto una scelta conservatrice» – «Mentre ritengo sia necessaria l’applicazione della legge del 1993 che consente ai cittadini di eleggere i politici. Se il cittadino si sente espropriato del diritto di scegliere i vertici del proprio ente, che democrazia è? Quindi quella di Crocetta è una posizione conservatrice, perché invece di esaltare l’elezione diretta ha tolto ai cittadini questo diritto e lo ha consegnato nelle mani dei sindaci, i quali adesso eleggeranno persino i presidenti della provincia, nella maggior parte dei casi, con accordi fatti a tavolino. È un passo indietro di almeno sessant’anni. Crocetta e il Partito Democratico hanno compiuto una scelta conservatrice rispetto alla nostra, che abbiamo deciso di dare all’elezione diretta un valore e non un regalo». Serve un cambio culturale, una deviazione netta rispetto al passato, secondo Nello Musumeci, e anche su un tema come la legalità non si può fare “demagogia”: «Quando si strumentalizza la legalità per fini politici non si ottiene alcun risultato concreto, perché le bugie hanno le gambe corte. Purtroppo in Sicilia, ma non soltanto nella nostra regione, la legalità è diventata qualche volta strumento di demagogia, per cercare consenso elettorale, da utilizzare come salvacondotto, come protesi per neutralizzare le mediocrità della vita, ma c’è anche un’altra legalità che è quella praticata e predicata, fatta non soltanto di parole».

«Non sono in campagna elettorale» – «C’è una legalità vissuta giorno dopo giorno in assoluta coerenza. Sono convinti che i cittadini, in genere, sappiano distinguere chi fa politica legalitaria per interessi e tornaconti personali e chi invece fa politica legalitaria perché crede che la legalità sia il prerequisito essenziale per governare un popolo e una comunità». In queste settimane i media hanno parlato della campagna elettorale lanciata dal presidente Musumeci, soprattutto dopo l’evento catanese. Ma il leader della destra ha voluto precisare di non essere in campagna elettorale: «Se essere in campagna elettorale vuol dire parlare al cuore della gente, ascoltare gli umori, le sensazioni, rappresentare lo stato d’animo, beh diciamo che siamo sempre in campagna elettorale. Mi sono preoccupato di interpretare una stragrande maggioranza di siciliani che non ne può più di questo governo Crocetta. Il presidente della regione è stato un abile affabulatore. Crocetta è lo strumento nelle mani del Partito Democratico, che governa la Sicilia da sei anni. Ieri con Lombardo e oggi con Crocetta. Ho il dovere di interpretare le sensazioni della gente, perché sono un deputato di questa terra».

«La destra non c’entra nulla con la Lega Nord» – Musumeci parla della giunta Crocetta come di un fallimento totale: «Questo governo in due anni e mezzo ha creato il collasso. Non c’è una sola riforma tentata da Crocetta che sia andata a buon fine. Province, formazione, pubblica amministrazione, non c’è un sostegno alle imprese, non si capisce come la Sicilia possa avere un ruolo nel Mediterraneo, continuiamo a fare favori ai petrolieri. Crocetta dice che il petrolio diventa il modello di sviluppo di questa terra e io resto senza parole. Invece di pensare all’agricoltura di qualità e al turismo, si pensa al petrolio. Siamo alla follia. Nonostante la mafia, la disoccupazione, l’inquinamento, il Partito Democratico e Crocetta, come diceva Paolo Borsellino, “questa terrà un giorno diventerà bellissima”». E ha tenuto a marcare le differenze tra la destra e la Lega Nord. «La destra non c’entra nulla con la Lega Nord. La destra è la storia del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale dopo. La Lega è un partito territoriale che si pone in alternativa, alcune volte, alla sinistra. È un nostro alleato nel centrodestra, è una forza importante, ma non è la destra».

«Parlare alla gente al di là dei partiti» – Infine Musumeci ha invitato il centrodestra siciliano ad andare oltre la linea e creare una coalizione civica, perché le «persone per bene e i mascalzoni stanno in tutti i partiti». «Io che da una vita sto a destra, ha sottolineato Musumeci, credo che sia venuto il momento di parlare alla gente al di là dei partiti. E allora occorre avere il coraggio delle proprie idee, guardare la gente senza essere ricattabili. Se un politico è credibile, perché non è ricattabile, può lanciare un appello a chiunque. Noi dobbiamo parlare a tutti i siciliani che non ne possono più di Crocetta. Andiamo oltre il centrodestra, creiamo una coalizione civica, un movimento d’opinione, perché tra due mesi o due anni Crocetta dovrà andarsene e in quel momento dovremmo evitare che i nipoti o i figliocci di Crocetta possano prendere il suo posto. Altrimenti questa terra non diventerà mai bellissima».

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