Papa Francesco: «Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore» – Una strage senza precedenti nel Mediterraneo. Il barcone che si è capovolto al largo delle coste libiche potrebbe aver provocato circa 700 morti. Al momento sono 49 le persone tratte in salvo dall’imponente macchina dei soccorsi. Forse qualcuno potrebbe essere ancora tratto in salvo, considerando che non siamo in inverno. Mentre la speranza anima i soccorritori nel recuperare i possibili superstiti, nello stesso tempo prosegue il doloroso rituale della conta dei morti. In uno scenario come quello attuale il mondo politico e religioso si esprime sull’ennesima tragedia tra la Sicilia e il Nord Africa. «Mai più» era stato detto dopo le recenti morti, ma questa ecatombe mette il dito nella piaga. Il Papa, dopo aver recitato il Regina Coeli dalla finestra dello studio su Piazza San Pietro, ha voluto esprimere tutto il suo dolore: «Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre, cercano una vita migliore, cercavano la felicità, vi invito a pregare in silenzio prima e poi tutti insieme per questi fratelli e sorelle.

Renzi: «Come è possibile discutere di bellezza?» – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annullato tutti gli appuntamenti del pomeriggio ed è rientrato a Roma dove seguirà l’evolversi della vicenda. Intanto questa mattina il premier si è chiesto «com’è possibile discutere di bellezza quando nel mare Mediterraneo, quotidianamente, assistiamo a una strage? Come facciamo ad assistere al dolore di donne e uomini di cui facciamo finta di dimenticarci? Come si fa a restare insensibili?». Il presidente francese Francois Hollande, in diretta da “Canal Plus”, ha detto che «il Mediterraneo è un mare che ci è comune, è tra l’Africa e l’Europa. Dobbiamo agire. L’Unione Europea deve rafforzare il numero di navi nell’operazione Triton, un nome forse che non è adatto. Serve una lotta molto più intensa al traffico, chi mette le persone su queste navi sono dei trafficanti, ma anche terroristi. Sanno che sono delle carrette e che la gente morirà in alto mare. Eppure li mettono a questo rischio». Mentre Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha invitato l’Ue a fare la propria parte: «È il momento per l’Ue di affrontare queste tragedie senza indugio, serve la condivisione della responsabilità tra tutti i 28 che per troppo tempo è stata lasciata solo ai paesi del sud».

Le dichiarazioni della Santanchè e di Salvini – In questo momento così delicato sorprendono le dichiarazioni di Daniela Santanchè, parlamentare di Forza Italia: «Bisogna affondare i barconi. Non ci sono altre soluzioni. Meglio un atto di guerra che perdere la guerra». Affermazioni che hanno provocato una serie di polemiche e critiche contro l’esponente forzista sui social network. E a proposito di polemiche e critiche, il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha puntato il dito contro Renzi e Alfano: «Altri morti sulle coscienze sporche di Renzi, Alfano e dei falsi buonisti. Serve un blocco navale internazionale subito, davanti alle coste libiche, e Guardia Costiera e Marina Militare a soccorrere e a difendere i nostri confini. Cos’è cambiato a 18 mesi da Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni Ue hanno un senso ci vuole tanto a organizzare dei blocchi navali e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? Non so più come dirlo. L’ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti». Le parole del segretario del Carroccio sono state criticate da sinistra, destra, comunità religiose e civili.

Da Cicchitto a Schifani passando per Camilleri: «Salvini è “soltanto uno sciacallo”» – Fabrizio Cicchitto del Nuovo Centro Destra sostiene che Salvini è “soltanto uno sciacallo”: «Quello che è avvenuto nel canale di Sicilia è una autentica tragedia e da tempo l’Italia sta cercando una risposta che non può essere che di carattere internazionale. Di fronte a un fenomeno che deriva da tutto ciò che di negativo sta avvenendo in medio oriente, il governo italiano sta cercando da tempo una risposta che non può che essere di carattere internazionale e che purtroppo non è affatto facile anche per l’insensibilità di una parte cospicua dell’Europa. Rispetto a fenomeni di questa portata Salvini con la sua polemica dimostra purtroppo di essere soltanto uno sciacallo». E Renato Schifani, presidente del gruppo al Senato di Area Popolare Ncd-Udc, afferma che «è inaccettabile che Salvini trasformi l’ennesima tragedia nel canale di Sicilia in nuova occasione di demagogia e speculazione elettoralistica. Ci dica lui cosa dovremmo fare? il blocco navale nelle acque libiche, come propone? Dichiarando così guerra alla Libia con le nostre navi e i nostri militari? Siamo seri, la verità è che a lui non interessa risolvere questa tragedia ma solo attaccare il ministro dell’Interno che, ed è il caso di dirlo apertamente, non ha alcuna responsabilità». Anche Andrea Camilleri ha criticato Matteo Salvini: «Caro #Salvini è ancora più brutto che tu faccia campagna su 700 persone morte». E il cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, come riportato dal sito de “La Repubblica”, ha detto che «bisogna dare una mano a queste persone. […] Non ci si può voltare da un’altra parte e lasciare morire la gente in mare. […] Basta con le sciocchezze di Salvini. Dice delle frasi che non sono compatibili con la nostra cultura cristiana ma anche umana, perché umana vuol dire solidale con le persone come noi»

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