Il Dismetabolismo è un’alterazione del metabolismo. Le tipiche malattie dismetaboliche sono il diabete, l’iperglicemia, l’ipoglicemia e l’obesità.

Con il termine diabete è indicato un gruppo di patologie metaboliche caratterizzate dalla presenza di iperglicemia. Si distinguono quattro classi cliniche: diabete di tipo 1 insulino-dipendente o giovanile, diabete di tipo 2 non insulino-dipendente o diabete dell’adulto, altri tipi specifici legati ad altre cause e diabete gestazionale. La diagnosi di diabete è possibile se una glicemia a digiuno è > 126 mg/dl. Il diabete giovanile o insulino-dipendente è causato da distruzione delle cellule beta su base autoimmune, che comporta deficit assoluto di insulina. Il diabete di tipo 2 deriva da un deficit progressivo di secrezione insulinica, su un background di insulino-resistenza. La maggior parte dei pazienti con quest’ultimo tipo di diabete è affetta da obesità. Altri tipi specifici di diabete possono essere causati da malattie del pancreas, farmaci, endocrinopatie, sindromi genetiche associate a estrema insulino-resistenza. Al diabetico va raccomandato di controllare regolarmente la glicemia agli intervalli indicati dal medico; assumere regolarmente i farmaci prescritti dal medico; mangiare regolarmente rispettando il regime alimentare prescritto e seguendo la suddivisione in pasti principali e spuntini indicata dal medico; praticare attività fisica; indossare scarpe perfettamente adatte al piede e ispezionare ogni giorno i piedi per prevenire e identificare precocemente un’eventuale ulcera. Il medico indicherà le modifiche dello stile di vita (dietoterapia, attività fisica) più indicate per il controllo della glicemia e il controllo del peso. Nel diabete di tipo 2, se le modifiche dello stile di vita non raggiungono il target glicemico stabilito, sarà prescritta la terapia farmacologica.

L’iperglicemia è un riscontro casuale di livelli di glucosio a digiuno superiori a 100 mg/dl e fino a 125 mg/d in un soggetto apparentemente non affetto da diabete indica un’alterata glicemia a digiuno. Il rilievo di valori di glucosio tra 140-199 mg/dl 2 ore dopo il carico orale di glucosio indica una ridotta tolleranza ai carboidrati, condizione di aumentato rischio di diabete. Il rilievo occasionale di una iperglicemia in un paziente con diagnosi di diabete è indicativo di uno scarso controllo della malattia. L’ipergicemia si manifesta tipicamente con aumento della sete, necessità di urinare frequentemente, difficoltà di concentrazione, visione annebbiata e stanchezza. Se l’iperglicemia raggiunge valori elevati si può verificare il coma iperosmolare con sete intensa, eliminazione di abbondante quantità di urina, aumento della temperatura corporea, debolezza, difficoltà di parola, sonnolenza e allucinazioni. Cause di iperglicemia sono attività fisica insufficiente in rapporto all’apporto calorico, apporto calorico eccessivo per il dosaggio di insulina, mancata assunzione di una dose del farmaco antidiabetico prescritto, presenza di un’infezione o un’altra malattia. Si raccomanderà di controllare regolarmente la glicemia. Si consiglia uno stile di vita sano: calo ponderale, aumento dell’attività fisica, correzione dell’alimentazione con riduzione dell’apporto calorico, riduzione dell’apporto di grassi, aumento dell’apporto di fibre vegetali e aumento dell’uso di alimenti a basso indice glicemico.

L’ipoglicemia è caratterizzata dalla presenza di livelli di glucosio nel sangue a digiuno inferiori a 70 mg/dl. I sintomi sono rappresentati da sudorazione, tremore, tachicardia, fame, cefalea, nausea e difficoltà della parola. La sintomatologia si manifesta secondo n andamento preciso che segue la progressiva riduzione del livello glicemico: l’ipoglicemia di grado lieve causa sintomi neurogenici (tremore, tachicardia, sudorazione); nell’ipoglicemia di grado moderato a tali sintomi si aggiungono sintomi neurologici (confusione e debolezza) e nell’ipoglicemia severa lo stato di coscienza è alterato. Le cause di ipoglicemia possono essere rappresentate da alimentazione scarsa o digiuno, attività fisica superiore a quella abituale, sovradosaggio di farmaci, malattie intercorrenti e alterazione del sistema di controregolazione. Si raccomanda al paziente di controllare regolarmente la glicemia, mangiare regolarmente e assumere regolarmente i farmaci prescritti. In presenza di sintomi gravi è necessaria la visita medica immediata; nell’attesa del medico, se si riscontra una glicemia <60 mg/dl, far assumere 1-2 zollette di zucchero.

L’obesità è identificata da un indice di massa corporea >30.0, mentre un valore di 25.o-29.0 indica il sovrappeso. In base alla sede di accumulo prevalente di tessuto adiposo si distinguono una obesità viscerale o addominale e una obesità sottocutanea o periferica. L’obesità aumenta il rischio di condizioni come il diabete mellito di tipo 2, cardiopatia ischemica ed altre malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa, apnee notturne, cancro, osteoartrite e gotta, litiasi biliare e depressione. L’obesità è determinata dallo squilibrio tra eccessivo apporto calorico e ridotto consumo energetico oppure può essere secondaria a patologie endocrine (esempio sindrome di Cushing, ipotiroidismo, malattie ipotalamo-ipofisarie). Si consiglia l’adozione di uno stile di vita sano, con aumento dell’attività fisica e correzione dell’alimentazione. In qualche caso sarà prescritto un trattamento farmacologico con riducenti l’assorbimento intestinale di grassi.

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