Musumeci e il suo slogan elettorale – Nello Musumeci ha iniziato la sua campagna elettorale da un po’ di tempo. Lo si intuisce dai suoi discorsi all’Assemblea Regionale Siciliana, dalla voglia di incontrare la gente in giro per l’isola. Il suo slogan, #diventeràbellissima, lo sta lanciando verso una sfida che, a differenza dell’ultima volta, potrebbe vincere. Dipenderà, anche, da cosa vorranno fare le altre forze del centrodestra. Forza Italia e Nuovo Centro Destra dovranno scegliere che strategia adottare. A differenza di altre regioni d’Italia, in Sicilia i due partiti sono uniti contro il presidente Rosario Crocetta. In passato furono proprio le divisioni tra l’alleanza dei conservatori a facilitare il successo dell’ex sindaco di Gela. Ma questa volta la destra non dovrebbe commettere lo stesso errore. Su Musumeci, infatti, potrebbero convergere anche gli altri soggetti politici. Forse è presto per fare discorsi di questo genere, ma l’immobilismo in cui versano le istituzioni e l’incapacità di approvare le riforme stanno spianando la strada al leader della destra siciliana.

Faraone soffia su Crocetta – E a proposito di spianare la strada, c’è un altro fattore che dovrebbe trasformarsi in un assist per Nello Musumeci. Si tratta dei continui litigi tra Rosario Crocetta e Davide Faraone. Due esponenti del centrosinistra, ma con una visione differente della realtà e del futuro della regione. Battibecchi che si trascinano da qualche mese a questa parte e che, con ogni probabilità, animeranno la sfida elettorale. Anche se Crocetta non dovesse concludere in anticipo il suo mandato e quindi otterrebbe un rinnovato appoggio da parte del suo partito, vorrà ricandidarsi per la poltrona di governatore. Un aut aut che non piace al resto del Pd, con Davide Faraone in testa, il quale pensa a un centrosinistra pronto a sostenere un altro candidato. Il sottosegretario all’Istruzione ha detto che «il vento delle riforme che c’è a livello nazionale non si può fermare a Reggio Calabria. Qui c’è chi ha utilizzato lo statuto speciale come muro alle riforme, mentre lo statuto dovrebbe servire per fare molte più riforme in Sicilia, ma vedo un trasversalismo di forze politiche conservatrici di privilegi».

La sfida lanciata di Crocetta – Una dichiarazione che è una conseguenza delle parole del governatore, che definisce Faraone come il «nominato che trama nell’ombra». Secondo Crocetta, infatti, il renziano sarebbe il prescelto da Roma per prendere il suo posto e per questo motivo il presidente ha lanciato il guanto di sfida al suo collega di partito. Dovrà essere il territorio e non la segreteria di partito, secondo il presidente, a scegliere il nuovo candidato alla regione. Crocetta non teme l’avversario e lo invita a sfidarlo in campagna elettorale. «Vediamo chi ha più voti. Troppo facile muoversi sempre nelle retrovie. La prossima settimana presenterò un disegno di legge a mia firma che introduce la doppia scheda per l’elezione del presidente della Regione. Una riforma che lascia ai cittadini la piena libertà di scelta sul governatore preferito. Vedremo se il Pd, se il mio partito, la sosterrà. E vedremo se chi trama nell’ombra si candiderà». Altro che Finanziaria e altre riforme per rimettere in carreggiata (nel senso letterale del termine) la Sicilia. Da queste parti, anche senza commissariamento, è iniziata la campagna elettorale.

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