Cimitero di Taormina-tomba di Von Gloeden - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Von Gloeden, diverse interpretazioni – Il cimitero acattolico di Taormina non è nelle migliori condizioni. E questa non è una sorpresa. Un luogo che racconta una parte della storia della città, una zona visitata da molti turisti, soprattutto stranieri. Già, perché Taormina è anche la città del barone tedesco omosessuale Wilhelm Von Gloeden. Il grande fotografo è giunto nella Perla dello Jonio nel 1878, un anno che rappresenta una sorta di spartiacque per la storia di Taormina. Da quel momento, infatti, la relazione tra il celebre fotografo e la popolazione ha influenzato il contesto circostante. Per un antropologo come Mario Bolognari, per esempio, questo rapporto si è presentato «per un verso come la colonizzazione, persino dei corpi adolescenti, da parte degli stranieri omosessuali nei confronti dei ragazzi siciliani; per un altro come l’incorporazione da parte dei locali di modelli culturali “altri” per un uso rovesciato del potere economico e sociale». Invece, secondo altre opinioni, Von Gloeden rimase affascinato dalla bellezza incontaminata, in quel periodo, di Taormina. E così decise di riprodurla.

Il paradiso del fotografo tedesco – Da quel momento iniziò a fotografare volti, paesaggi, resti dell’antichità. Il barone Von Gloeden fece conoscere Taormina e le sue bellezze in vari salotti europei. Era la sua Arcadia, il luogo mitico raccontato dai grandi della letteratura nel corso dei secoli. Tramite l’arte e la fotografia Von Gloeden ha fatto scoprire al mondo culturale dell’epoca un posto paradisiaco. Il fotografo tedesco, secondo questa interpretazione, immortalò nudi maschili siciliani in ambiente pastorale. Di solito li fotografava insieme ad anfore o costumi ispirati all’antica Grecia. L’obiettivo era far rivivere le antiche statue greche per tornare all’Arcadia. In un servizio del 3 novembre 2014, “Tgcom 24” Mediaset dedicava un breve articolo a Von Gloeden in cui lo accusava di spacciare «per arte materiale omopornografico per facoltosi turisti». Anche se ammettevano che «il suo lavoro è notevole per il suo uso sapiente e controllato dell’illuminazione, così come per l’elegante messa in posa dei suoi modelli. Alla perfezione artistica dei suoi lavori contribuirono anche l’uso innovativo dei filtri fotografici e di lozioni per la pelle di sua invenzione, una miscela di latte, olio d’oliva e glicerina per mascherare le imperfezioni della pelle».

Incuria e degrado sulla tomba di Von Gloeden – Una figura che appartiene alla tradizione culturale e artistica di Taormina. E così può succedere che qualche viaggiatore o turista che arriva a Casa Cuseni, visita il museo e poi chiede informazioni per recarsi al cimitero acattolico sulla tomba di Von Gloeden. I visitatori rimarranno delusi. Erbacce, lapidi in parte spezzate e mancanza di cura sono i tratti distintivi del cimitero. La tomba di Von Gloede, in particolar modo, è tenuta in pessime condizioni. Si fa fatica persino a riconoscerla. La croce con la foto pende in avanti e una lucina appoggiata sulla croce di marmo illumina il luogo. Il perimetro è circondato da mattoni e dentro, tra erbacce e piante abbandonate al loro destino, non c’è altro (oltre la terra). Il vaso dei fiori, almeno fino a qualche giorno fa, era vuoto con la solita puzza che provoca l’acqua stagnante. Un luogo che potrebbe attirare l’interesse dei turisti è abbandonato a se stesso. No, non si tratta di amore per il macabro. In una città turistica anche il cimitero (in questo caso acattolico) potrebbe essere valorizzato.

L’esempio del Dorotheenstädtischer Friedhof – Un esempio è rappresentato da Berlino, dove nel Dorotheenstädtischer Friedhof sono sepolti berlinesi illustri. Si va da Bertolt Brecht (con la moglie) ai filosofi Hegel, Fichte e Marcuse, fino allo scrittore Heinrich Mann. Questo cimitero è tenuto in ottime condizioni e ormai è diventata una meta turistica irrinunciabile. Qua, del resto, ci sono personaggi che hanno fatto la storia di Berlino. Personalità nate o morte nella capitale tedesca. Proprio come nel cimitero di Taormina. E se è vero che, per forza di cose, non regge alcun paragone tra le due città, è evidente la differenza di interesse per le radici storiche locali e il modo di interpretare il turismo.

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