«È importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto» – «Non ci vuole niente a distruggere la bellezza. E allora, invece della lotta politica, della coscienza di classe, di tutte le manifestazioni e sti fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, difenderla. È importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto». Sono parole pronunciate da Peppino Impastato interpretato da Luigi Lo Cascio, nel celebre film “I cento passi”, diretto da Marco Tullio Giordana. No, non è un discorso politico. L’orientamento ideologico del ragazzo di Cinisi assassinato dalla bestialità mafiosa, non c’entra proprio nulla. Lo dimostra il fatto che anche un onorevole come Nello Musumeci, esponente storico della destra siciliana, nel video di presentazione della sua nuova campagna elettorale (#diventeràbellissima) verso la presidenza della regione Sicilia, ha inserito al primo minuto il discorso sulla bellezza di Peppino Impastato. Quel film che all’epoca fece irritare una parte politica, oggi è diventata una pellicola bipartisan. Del resto la bellezza non dovrebbe avere colore partitico.

Una deludente introduzione – Platone diceva che «la bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l’infinito». È vero, viene in mente la città di Taormina. Una favola, uno scorcio di paradiso per chi non si rassegna all’abitudine. E proprio in uno dei luoghi più caratteristici, la bellezza dovrebbe essere di casa. Invece, percorrendo la via Teatro Greco, e avvicinandoci a uno dei siti archeologici per eccellenza dell’Italia, senza ombra di dubbio il primo come visitatori in Sicilia, l’idea di bello viene meno. Pensare al Teatro greco-romano, dopo averlo visto sui libri e in qualche servizio televisivo, può far fantasticare i visitatori. C’è attesa, entusiasmo, diverse emozioni si intrecciano tra loro. Però, percorrendo in questo periodo la via che conduce al monumento, il rischio è veder ridimensionate le proprie aspettative. È come leggere una brutta introduzione di un libro. Molti, dopo aver sfogliato le prime pagine, rinuncerebbero alla lettura del testo. Anche la presentazione di un piatto fa la sua figura. MarterChef docet!

Tra ambulanti, venditori abusivi e anarchia – La via Teatro Greco dovrebbe essere un tappeto rosso, un percorso importante ed essenziale per Taormina. Invece, la maggior parte delle volte, è frequentata da venditori ambulanti che scappano per le vie limitrofe appena vedono arrivare le forze dell’ordine o qualche giornalista con macchina fotografica. Per non parlare delle macchine, che ogni tanto sostano in questo tratto di strada. Sarebbe meglio vietare sempre il parcheggio nella zona. La via Teatro greco dovrebbe essere uno degli strumenti per ricordare alla gente cos’è la bellezza, dovrebbe essere il prologo all’essenza della bellezza rappresentata dal Teatro greco-romano e dalla sua storia che si intreccia con le bellezze naturali. Invece è diventata una via come tante altre, dove la frenesia e la velocità la fanno da padrone. I turisti, i viaggiatori e i cittadini che cercano tranquillità, vogliono ascoltare e provano a immergersi nell’ambiente circostante, potrebbero infastidirsi e pensare che, in fondo, qualcosa è cambiato rispetto al passato.

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