Foto Atlantide Phototravel/Corbis

Nel Cluster Bio-Mediterraneo faranno il loro ingresso le alghe. Non come abbellimento o elemento decorativo, bensì come alimento. È vero che alcuni popoli le usano da secoli, ma in Occidente sono considerate esotiche e poco appropriate per le nostre tavole. Però il futuro potrebbe far cambiare queste storiche considerazioni. Sono sempre più abbondanti, riescono ad adattarsi con grande velocità ai cambiamenti climatici. Il loro adattamento è lo sponsor principale per farle diventare un piatto delle tavole occidentali. Il periodo di tempo in cui avverrà questo passaggio, secondo gli esperti, è un secolo. E a dimostrarlo sono stati i ricercatori dell’Università di Bologna, che hanno svolto degli studi a Panarea nell’ambito di un progetto finanziato dall’European Research Council.

I ricercatori hanno iniziato le loro analisi presumendo che le acque intorno al cratere del vulcano sommerso abbiano caratteristiche simili a quelle che avranno tutti i mari nel 2100. Mentre i molluschi hanno dimostrato difficoltà ad adattarsi alle condizioni ambientali mantenendo le caratteristiche mineralogiche del proprio scheletro, le alghe al centro del cratere hanno rapidamente diminuito la propria concentrazione del carbonato di calcio, a favore di complessi minerali più resistenti. Hanno in pratica dimostrato una maggior capacità di adattamento nel modificare la propria struttura. Le alghe, quindi, sono destinate a diventare protagoniste nella cucina mondiale. E all’Expo di Milano non potevano mancare. Le alghe verdi, rosse e brune sono coltivate o usate come cibo per l’uomo e per gli animali. Dalle rodofite si estrae l’agar-agar, ottima alternativa vegetale alla colla di pesce per gelificare e addensare, eccipiente nei preparati farmaceutici e terreno di coltura microbiologica. Da molte specie si estraggono gli alginati, usati ampiamente nell’industria alimentare come addensanti ed emulsionanti.

Dal punto di vista nutrizionale sono considerate delle vere e proprie verdure di mare. Possiedono un modesto apporto proteico, sono caratterizzate dall’assenza di grassi ma soprattutto dall’elevato contenuto di oligoelementi, in particolare calcio, ferro e fosforo. Dispongono anche di vitamine, prima di tutto la B12, essenziale per l’organismo.

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