«Conservatori e non riformisti» – Nella seduta numero 233 dell’Assemblea Regionale Siciliana, tra i vari onorevoli presenti, aveva preso la parola Nello Musumeci. L’attuale presidente della Commissione regionale Antimafia ha rivolto parole dure al presidente Rosario Crocetta e alla sua maggioranza, che sono stati accusati di essere dei «conservatori e non dei riformisti o dei progressisti». La dimostrazione di questa affermazione, secondo l’esponente della destra, sta nella riforma delle province che il governatore voleva approvare. Con una dialettica che rimbombava nell’Aula della politica siciliana, Musumeci sferzava Crocetta etichettandolo come «bugiardo» per aver mantenuto le province con altri nomi: liberi consorzi e città metropolitane. L’ex candidato alla presidenza della regione del centrodestra era un fiume in piena. Passione ed entusiasmo trovavano una sintesi nella sua figura di politico d’opposizione. «State bluffando da due anni», proseguiva Musumeci nel suo intervento. «Siete convinti di vivere di rendita, sull’onda lunga del renzismo, ma i siciliani si sono resi conto che con questo governo l’isola vive nella paralisi. Dovete smetterla con le frasi fatte».

Affermazioni che un elettore di sinistra vorrebbe sentir dire ai propri rappresentanti – Come è noto a tutti, la riforma delle province è stata bocciata dall’Ars. Il cavallo di battaglia di Crocetta è stato abbattuto. Dunque le ipotesi future di Musumeci sono venute meno, ma sono rimaste in piedi, indelebili, quelle dichiarazioni contro il governo dell’ex sindaco di Gela. Per chi non vive in Sicilia e non conosce Nello Musumeci, potrebbe pensare che simili affermazioni siano state pronunciate da un politico di centrosinistra. Forse molti che si considerano vicini a questa area politica avrebbero voluto gridare quelle frasi di fronte al presidente dell’isola, ma in realtà sono state scandite dall’esponente di spicco del centrodestra siciliano. Molte elettrici ed elettori di sinistra desidererebbero che quelle parole fossero pronunciate dal loro leader di riferimento. E invece, miracolo delle azioni di Rosario Crocetta, sta avvenendo l’esatto contrario. Dopo la sconfitta elettorale del 2012, Musumeci sembra aver raggiunto una “maturità” politica in grado di fargli iniziare una nuova avventura verso la guida della Sicilia. Ma questa è un’altra storia che, come dimostrato alle Ciminiere di Catania, potrebbe evolversi nel migliore dei modi possibili per l’onorevole Musumeci.

Le accuse che dovrebbero giungere dai democratici, arrivano dalla destra – Rosario Crocetta sta producendo un vuoto politico senza precedenti a sinistra. La colpa, però, non è soltanto sua. Il Partito Democratico gli sta dando una mano e alle prossime elezioni regionali (vicine o lontane che siano), rischia di non ottenere neanche il 10 per cento dei consensi. Il vuoto del governatore è messo in evidenza da Musumeci, che riesce a mettere in risalto il conservatorismo del presidente. Le accuse che dovrebbero giungere dai democratici, arrivano dalla destra. Un errore politico che la sinistra siciliana pagherà caro, anzi carissimo. I cambi di casacca e i carrozzoni affollati illudono qualcuno di future prosperità, ma Musumeci ha ragione quando afferma che l’onda lunga del renzismo non coprirà più le evidenti mancanze del governo regionale. Non ci sarà 40 per cento che tenga. Il segretario nazionale del Pd potrà replicare i suoi successi in Italia, ma in Sicilia quest’onda non supererà più lo Stretto di Messina. Almeno fin quando non si deciderà di cambiare rotta. Intanto Musumeci continua a crescere in popolarità e credibilità, mentre nel Pd regnano divisioni e incertezze.

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