Nino Milazzo, giornalista che vanta una carriera straordinaria, già vice direttore del Corriere della Sera, condirettore del quotidiano “La Sicilia”, vice direttore vicario dell’Indipendente e già direttore di Telecolor Catania, e oggi direttore artistico del Teatro Stabile di Catania, ha pubblicato con la nota casa editrice calabrese La Città del Sole “L’uomo dei tramonti che amava la politica”. Il libro è una commovente e lucida riflessione sulla solitudine della vecchiaia, sulle delusioni, politiche e private, di un ex giornalista di successo che ripercorre la sua vicenda umana e professionale con sguardo appassionato ma consapevole dell’imminenza della fine. Il senso dell’opera di Milazzo lo dà egli stesso con questa riflessione:” «L’ho scritto – confessa – perché l’avevo dentro.

Ma non mi prendo troppo sul serio. Amo certo la scrittura. Ho fatto troppo poco il cronista e troppo presto l’opinionista. Ora mi tocca raccontare. Ho attinto agli stereotipi di una terra malata. Tuttavia, con buona pace dei Gattopardi, non siamo né vittime, né semidei. La Sicilia ha purtroppo vissuto il più lungo medioevo della storia europea, fin dopo l’Unità. Dentro il libro c’è tutto me stesso, ma non è un’autobiografia. Di Federico, il protagonista del romanzo, condivido la passione per la politica come pensiero e come proposta; quando diventa “potere”, vado da un’altra parte e mi trasformo in inflessibile censore. La mia ricetta anticrisi è prima di tutto culturale e ricalca il percorso compiuto da me stesso, che da fascista convinto mi sono convertito alle idee di democrazia e libertà. La mia ricerca della fede è invece a metà strada, ma non mi fermo. In una società che esalta il giovanilismo e rottama il vecchio, io rivendico il valore del peso degli anni. Non mi fanno paura la notte e la morte. Il mio è un inno alla vecchiaia, al potenziale rinnovamento di ognuno senza necessità di rottamare nessuno». Gli archetipi su cui si basa l’ opera di Nino Milazzo sono la politica, gli affetti, l’amicizia, l’amore e la passione, raccontati attraverso le vicende accadute negli ultimi quaranta anni nel nostro Paese. Fatti e aneddoti che fanno conoscere da vicino giornalisti del calibro di Alfio Russo, Gino Palumbo, Indro Montanelli, Alberto Cavallari, Ugo Stille, Giovanni Spadolini, Piero Ottone, Franco Di Bella, Gaspare Barbellini Amidei, Piero Ostellino e Paolo Mieli. Vicende che hanno segnato gli anni ruggenti del Corriere della Sera e quelli tristi come la vicenda della P2 che decimò in un solo colpo la dirigenza del quotidiano. “L’uomo dei tramonti che amava la politica” secondo la visione di Milazzo segna la figura dell’anziano che secondo un tema caro ai sociologi, è un misto di saperi ed esperienza che sono strumenti utili ad aiutare le nuove generazioni garantendo un trapasso di regole e di valori che li aiuteranno a vivere.

© Riproduzione Riservata

Commenti