Ambulanti sul Corso Umberto a Taormina - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

L’uomo contemporaneo conosce il concetto di bello? – L’estetica è quel ramo della filosofia che studia la conoscenza del bello. Si tratta di uno dei settori intorno al quale, soprattutto nel corso del Novecento, si è dibattuto. Si è discusso anche intorno alla relazione tra estetica ed etica e sono maturate speculazioni filosofiche interessanti, che per questioni di tempo e contesto non tratteremo nelle righe successive. Però ciò che conta mettere in luce è l’evoluzione di un simile concetto. Nella società contemporanea, infatti, dovremmo tornare a riflettere sull’aspetto estetico e dovremmo farlo, soprattutto per le sue degenerazioni, in relazione con l’etica. Se l’estetica studia la conoscenza del bello, noi siamo in grado di conoscere la bellezza in quanto tale? Osservando le città in cui viviamo sembrerebbe di no. Ci crogioliamo (se va bene) in edifici di epoche passate, ma facciamo fatica a creare qualcosa di bello che potrà essere ammirato dalle generazioni future. Le nostre città sembrano luoghi decadenti e una sensazione del genere è dovuta a un modo di pensare in rapida evoluzione (?).

Se il venditore abusivo crea problemi all’immagine di Taormina – Del resto, come diceva il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, «portiamo fuori di noi ciò che abbiamo dentro di noi». Così l’architettura contemporanea è influenzata dal modo di agire e di intendere il mondo dell’uomo del nuovo millennio. Al di là di simili considerazioni, anche nei particolari sarebbe curioso tornare a riflettere sul concetto di estetica e chiedersi se un luogo come la città di Taormina, il Corso Umberto e la via Teatro greco possono diventare le strade di qualsiasi periferia urbana in cui venditori abusivi e ambulanti srotolano i loro teli e vendono prodotti made in China, che vanno da borse e portafogli falsi fino a giochi improbabili per i più piccoli. È proprio in questo contesto che emerge il rapporto tra estetica ed etica. Il concetto di bello dovrebbe essere l’imperativo categorico per eccellenza della Perla dello Jonio. Andrebbe difeso a priori e senza tentennamenti, invece il peregrinare di venditori ambulanti e abusivi per le vie del cento ridimensiona e non poco l’essenza di Taormina.

In attesa delle risposte da parte della politica – La città subisce un danno di immagine (ed economico) e con lei anche gli albergatori, gli imprenditori e i commercianti che pagano le tasse. Certo, questo non vuol dire essere intolleranti nei confronti dei più deboli, degli ultimi e di chi prova a guadagnarsi qualche moneta per poter mangiare. Servirebbe buon senso e una vera regolamentazione del suolo pubblico di Taormina. Un argomento che, nel dibattito politico taorminese, è passato in secondo piano, ma tornerà d’attualità come le belle giornate e i venditori ambulanti sul Corso Umberto pronti a nascondersi nei vicoli quando passano le forze dell’ordine e tornare al proprio posto dopo qualche minuto. Era il 17 dicembre 2014 quando l’assessore all’Urbanistica, Gaetano Carella, dichiarava di aver «presentato una bozza di regolamento ed è stata mandata in tutte le commissioni dal presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni. Il mio intento è regolamentare la città di Taormina, perché è diventata invivibile». Un tema preso in considerazione anche dalle opposizioni durante vari consigli comunali. In attesa della discussione e della successiva approvazione della regolamentazione, la politica dovrebbe impegnarsi anche dal punto di vista civico e coniugare estetica ed etica. Difendere la bellezza di Taormina, i diritti degli albergatori, degli imprenditori e dei commercianti che pagano le tasse e non calpestare il diritto a vivere di quelle persone. Già, ma come? Intanto proseguono i problemi, come quello in cui è inciampata nella mattinata di giovedì una signora della provincia di Catania. La turista è caduta sul Corso a causa di uno di quei “giochi ambulanti” che, con ogni probabilità, era stato gettato da qualche acquirente con scarso senso civico. Un’altra pessima pubblicità per il brand Taormina.

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