La Crocetta del Pd – C’è una nuova legge nella strana disciplina siciliana della “fisica politica” e sostiene che a ogni settimana di vita in più della giunta Crocetta, corrisponde un conseguente e inevitabile perdita di consensi del Partito Democratico dell’isola. Una legge sulla quale è caduta l’attenzione di una parte dei democratici, come l’onorevole Fabrizio Ferrandelli, che vorrebbero staccare al più presto la spina all’attuale esecutivo regionale e tornare al voto. Il renziano “dissidente” pensa che le azioni e le parole del governatore Rosario Crocetta provochino seri problemi alle percentuali del Pd Sicilia. Nonostante il fenomeno Renzi abbia trainato il partito nelle ultime tornate elettorali, il rischio è che con l’affievolirsi della spinta renziana da Roma tornino in evidenza i soliti problemi dei democratici. Anzi, anche se Matteo Renzi continuerà a vantare una discreta popolarità in Italia, e in generale anche in Sicilia, le cittadine e i cittadini dell’isola del Mediterraneo potrebbero iniziare a scindere l’azione governativa del presidente del Consiglio da quella all’Ars della giunta Crocetta e del Pd locale.

Dalla rivoluzione alla restaurazione – Un contenitore che nelle ultime settimane si è riempito al massimo delle sue possibilità, ma potrebbe svuotarsi in breve tempo. Del resto se è facile salire sul carro del vincitore, è altrettanto semplice abbandonarlo per un altro posto al sole. Ma ciò che preoccupa davvero il Partito Democratico della Sicilia è la difficoltà nel varare le riforme da parte dell’amministrazione Crocetta. È vero che la maggioranza non è di quelle solide, ma di fronte alle promesse e ai proclami della campagna elettorale e degli ultimi mesi, con tanto di manifesti che coloravano le province siciliane, la mancanza di un cambiamento è sin troppo evidente. Dalla rivoluzione si è passati alla restaurazione. Anche se non siamo nella terra di Harry Potter (semmai in quella di Pirandello e Sciascia), il “cerchio magico” governativo è sempre ben protetto e difeso a spada tratta da qualsiasi attacco esterno. Passano riforme, assessori, commissari e cambiano le maggioranze nel nome del trasformismo, ma guai a oltrepassare la linea di quel cerchio fantastico e mai banale.

La mossa di Faraone e le perplessità dei parlamentari – Il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, di recente ha rimescolato le carte della segreteria del suo partito, ma l’azione politica rischia di non avere alcun peso nella situazione attuale. La bocciatura della riforma delle province, storico cavallo di battaglia di Crocetta, è la metafora di questa giunta. Confusione, instabilità e conseguente incertezza sono diventate le grandi protagoniste della politica siciliana. I problemi della popolazione rimangono irrisolti e dunque il Partito Democratico, l’azionista di maggioranza dell’esecutivo, rischia di pagare le conseguenze di questo sostegno sofferto, che fino a oggi non è mai venuto meno. Così, come scritto anche sulle pagine della “Repubblica” di Palermo, il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, vorrebbe togliere l’appoggio a Crocetta e far dimettere gli assessori democratici dalla giunta. Un’idea che piace a Ferrandelli, ma non è detto che gli altri parlamentari appoggeranno una simile proposta di fronte a uno scenario politico incerto e in continuo divenire.

Elezioni in autunno? – Meglio tirare a campare? Molti cercheranno di far proseguire la legislatura, ma il Pd, ormai, non può permetterselo. Andando avanti di questo passo si rischia di subire un tracollo elettorale e quindi la sfiducia a Crocetta potrebbe arrivare entro il mese di maggio. Il governatore, però, non ci sta. Si dice pronto a ricandidarsi anche contro il Partito Democratico, ma i dem potrebbero spiazzarlo proponendo un’alleanza regionale con l’Udc e il Nuovo Centro Destra. Proprio le larghe intese che al momento vanno di moda a Roma e in altre regioni italiane. Una strategia che dovrebbe mettere nell’angolo il vulcanico governatore e salvare il salvabile del Pd Sicilia. Le frange renziane hanno iniziato a prepararsi al voto, che forse potrebbe svolgersi in autunno. Si tratta dell’unica soluzione percorribile, l’ultima possibilità per rinnegare quella legge della “fisica” su Crocetta e il logoramento democratico.

© Riproduzione Riservata

Commenti