La sfida di Crocetta a Faraone – «Se qualcuno è convinto che diventerà governatore perché tira il vento Renzi in Sicilia, rischia di prendere un grosso abbaglio. Sono il primo governatore di sinistra scelto dai siciliani e non arrivato a Palazzo d’Orleans grazie a manovre politiche. Qualcuno che è stato eletto a Roma perché nominato pensa di poter prendere il mio posto. Io voglio vedere se all’Ars mi sfiduciano. E in ogni caso sono pronto ad accettare la sfida, certo che i siciliani sanno quello che sto facendo alla Regione. E per dimostrarlo proporrò subito di cambiare la legge elettorale, inserendo la doppia scheda, una per le liste e un’altra per il presidente. Così vedremo quanti voti prenderà chi oggi fa il Solone. Parlo per tutti, non nei confronti di singole persone: sento un certo rumore di fondo nelle stanze di qualche renziano ma anche di una sinistra salottiera che mi ha sempre visto come un peso, come un diverso, definendomi provinciale. I siciliani non sono stupidi e non si fanno attrarre da certi giochetti. A chi, ripeto, non è stato eletto a Roma con le preferenze, a chi ha perso più volte le primarie consiglio di stare calmo perché io governerò sino alla fine del mio mandato. E in ogni caso non ho paura del voto».

Crocetta vs Faraone come Letta vs Renzi? – Con queste parole il governatore della Sicilia, nella giornata di ieri, si era rivolto ai renziani dell’isola e quindi a Davide Faraone, punto di riferimento di Matteo Renzi. Non ha usato mezzi termini il presidente, in un momento molto delicato per il suo governo alle prese con una Finanziaria che è stata rimodulata in più punti e non sembra trovare d’accordo diverse forze politiche all’interno dell’Ars. Dichiarazioni che mostrano una lotta aperta all’interno del centrosinistra tra Rosario Crocetta e Davide Faraone, due fazioni contrapposte del Partito Democratico che, fino a questo momento, nonostante le tensioni, si sono sostenute a vicenda. Un’alleanza precaria, che rischia di venir meno proprio con l’ingresso della legge di stabilità all’Assemblea Regionale Siciliana. Secondo Rosario Crocetta, il sottosegretario all’Istruzione vorrebbe ripercorrere le orme di Renzi che ha preso il posto di Enrico Letta. L’ex sindaco di Gela teme un’imboscata e il colpo di grazia potrebbe arrivare dalla corrente che fa riferimento al presidente del Consiglio.

Il terzo incomodo – Già, ma a quel punto che succederebbe? In caso di elezioni anticipate Davide Faraone potrebbe correre, passando prima da primarie di coalizione, per la poltrona di governatore. È trascorso poco tempo dalla “Leopolda siciliana”, ma il politico palermitano potrebbe decidere di fare il grande passo. Del resto alcuni comportamenti e dichiarazioni degli ultimi mesi confermerebbero questa scelta, ma tra i due litiganti, come vuole la tradizione, il terzo gode. E l’incomodo si chiama Enzo Bianco. Il sindaco di Catania gode di un’ottima popolarità non solo tra l’elettorato democratico. In più rappresenta quel punto d’incontro tra Crocetta e Faraone. Un liberale di sinistra che sembra coniugarsi nel migliore dei modi con la tradizione politica siciliana. Una personalità con la forza di attirare il cosiddetto elettorato moderato. Per adesso si tratta soltanto di ipotesi, ma Enzo Bianco rimane la figura più autorevole, competente ed equilibrata per il centrosinistra siculo. L’unica speranza per sconfiggere un centrodestra che, tra Schifani e Musumeci, potrebbe vincere a mani basse e tornare al potere dopo la parentesi Crocetta.

© Riproduzione Riservata

Commenti