Profumi e balocchi, è una celebre canzone italiana degli anni 40 che narra la vicenda di una donna che conduce una vita che ai tempi si considerava amorale e che insieme alla figlia si reca regolarmente in un negozio di lusso. La vetrina del negozio sfoggia, oltre ai prodotti cosmetici, diversi giocattoli. La bambina si lamenta di non ricevere mai un regalo, mentre la madre compra regolarmente per sé cipria e cosmetici di marca Coty. La bambina si ammala e la madre, spaventata, torna al solito negozio per comprare finalmente i giocattoli. La bambina, tuttavia, fa appena in tempo a vederli e, quindi, a rendersi conto del pentimento della madre. Il testo della canzone lascia, infatti, intendere che la piccola muoia subito dopo senza potere giocare con il tanto agognato regalo (“ma il capo già reclina … ella socchiude gli occhi”).

Amo questa canzone (l’argomento morte mi attrae in tutte le sue declinazioni, anche canore) nelle sue innumerevoli interpretazioni (Angela Luce, Luciano Virgili, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Claudio Villa, Peppe Barra e Milva), la canticchio spesso e pavento di avere tediato i miei figli allorquando la utilizzo per stigmatizzare qualche loro improvvida richiesta di regali … ma è il titolo che oggi mi attrae. Profumi e balocchi mi sembra la sintesi estrema dei due universi, quello femminile e quello maschile, che si incontrano sui social.

L’argomento è stato da altri ben più efficacemente sviscerato e dunque non ho nessuna velleità di originalità e, sia ben chiaro, il mio ragionamento, come tutte le generalizzazioni, deve essere preso in considerazione con indulgenza e con un pizzico di ironia; è fin troppo chiaro che ridurre a categorie predefinite l’universo maschile e quello femminile è una operazione buona solo per farsi due risate ma a me sembra che il termine “PROFUMI” identifichi un certo tipo di “femmina” che frequenta i socials … il selfie ammiccante, l’inquadratura alla generosa scollatura, la prova costume, la foto del nuovo completino appena acquistato per corrispondenza su Victoria Secret’s Store, la battuta a doppio senso sono tutte manifestazioni di un certo modo di intendere la femminilità che è fatto di un pizzico di provocazione, di una buona dose di ammiccamento, di una spruzzata di gioco di seduzione, un “melange” che noi maschietti definiamo “profumerìa” e che, sempre noi maschietti, adoriamo, sul quale fantastichiamo e che, diciamolo pure, costituisce uno dei motori più potenti del mondo.

La donna atavicamente sa di possedere questa capacità di attivare, attraverso le doti che ha sviluppato fin dall’albore dei tempi, quei due o tre neuroni che albergano nel cranio del maschio, per indirizzarlo verso comportamenti che, con tutta probabilità, diversamente il poveretto mai avrebbe scelto consapevolmente di attuare. E’ davvero il motore dell’umanità, la spinta evolutiva, la vera forza della natura … la femminilità nella sua accezione più forte che si manifesta, in una variante in linea con il progresso dei tempi, anche in forma tecnologica e multimediale. E se l’universo femminile “social” si identifica con la parola “PROFUMI”, quello maschile si identifica altrettanto bene nel termine “BALOCCHI”. Perché a trenta, a quaranta e perfino a cinquant’anni, professionista o lavoratore dipendente, impegnato o fancazzista, moderato o progressista che sia, il maschietto al computer o sullo smartphone ridiventa bimbo e si “balocca” alla ricerca di un “mi piace” o di una condivisione, cazzeggiando di pallone, postando la scommessa vincente, inquadrando la bistecca di brontosauro da un chilo e due o la birra doppio malto appena spillata. Torna bimbo ed anche un po’ animale, postando o twittando su epiche cacate, su erutti deflagranti, prestazioni sessuali mitologiche e mangiate pantagrueliche. E avendo l’evoluzione costretto il maschio del genere umano ad abbandonare l’utilizzo delle cornate o di altre forme di scontro fisico per la conquista della supremazia territoriale o per il diritto di accoppiarsi con le femmine del branco, è sui social che si sposta la lotta, tra post di Rolex e auto nuove, tra selfie in palestra e doppi sensi sulle dimensioni del parco giochi. Profumi e balocchi … senza offesa per nessuno … un grande bazar con profumi e balocchi!

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