Quando la fantasia si incontra al Teatro antico – Cosa succede quando due grandi artisti con un bagaglio immenso di fantasia si incontrano? La risposta l’abbiamo trovata nella cornice incantevole del Teatro antico di Taormina. Le opere di Casimiro Piccolo, eccellente acquarellista siciliano, sono state mostrate al pubblico in un aperto dialogo con le sculture bronzee di Carin Grudda, una delle più fantasiose artiste contemporanee tedesche. Personalità differenti, ma unite dalla loro particolarità. A Taormina, terrazza che si affaccia sul mar Mediterraneo e centro strategico, dal punto di vista culturale, per l’Europa, questa mostra è un vero e proprio inno al vecchio continente, ai suoi racconti, alla sua millenaria storia, ai miti e al contesto della bellezza della provincia messinese che si palesa in un percorso imperdibile che parte dall’ingresso del Teatro antico per giungere al Museo delle Epigrafi. Se Casimiro Piccolo contestualizzò i suoi acquerelli restituendo la natura del parco intorno alla sua inquietante e stupenda villa di Capo D’Orlando, Carin Grudda svela i tratti delle sue intriganti sculture all’interno del Teatro antico.

Un percorso da vivere – È l’arte che incontra se stessa e si fonde con la storia e la natura. Per aiutare i visitatori a immedesimarsi in un contesto da favola, gli organizzatori della mostra, Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, il Cigno GG Edizioni, insieme alla Regione Siciliana – Dipartimento dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana e al Parco Archeologico di Naxos, hanno creato un allestimento non banale (proprio come i due artisti) in grado di sintetizzare continui riferimenti culturali tra due personalità diverse dal punto di vista tecnico e stilistico, ma molto vicine sotto il profilo tematico. Dodici degli acquarelli sono esposti in apposite bacheche termiche, mentre altri otto sono ingranditi e riprodotti su grandi lastre di metallo, esposti all’aperto. Altre opere, invece, sono visitabili nella loro sede di Villa Piccolo a Capo d’Orlando dove un grande cane in bronzo di Carin Grudda rimanda al dialogo tra i due artisti. Inoltre ci sono dei pannelli didattici che aiutano i visitatori ad approfondire la storia di Casimiro e a comprenderne la sua importanza come “cantore dell’occhio” in un contesto europeo che era parte intima dell’essenza siciliana.

Vite eccezionali – Casimiro Piccolo di Calanovella era cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Non dipingeva gattopardi, per fortuna, ma dava vita a fantasmi, apparizioni, memorie che diventavano figure. Gli acquerelli di Casimiro Piccolo, fratello di Lucio, personaggio bizzarro e stravagante (ovvero l’opposto di Casimiro, che appariva austero e ben vestito), erano esoterici, magici. Oggi, in un contesto dove il fantasy è tornato a intrigare giovani e adulti, potrebbe avere un grande successo. Casimiro Piccolo, come ricordava Vittorio Sgarbi in alcuni suoi interventi televisivi, ha trascorso la propria vita a dipingere e a fare fotografie bellissime. Era un personaggio unico che, a pensarci bene, si fonde alla perfezione con l’eccezionalità di Taormina. Amava l’arte a tal punto che lavorava di notte, come Proust, e dormiva di giorno. Aveva questa abitudine perché diceva di vedere i fantasmi e voleva dipingerli. Casimiro Piccolo catturava i fantasmi con i suoi acquerelli. Un ghostbuster dell’arte siciliana.  Carin Grudda, invece, è una pittrice e scultrice tedesca contemporanea che oltre a cani e animali che popolano lo stesso immaginario di Casimiro Piccolo, ha realizzato anche da un acquerello di Casimiro, il suo “elfo delle fragole”, in mostra per la prima volta a Taormina.

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