A Palermo 30 appartamenti – E’ un primo passo per risolvere il problema dell’emergenza abitativa nel capoluogo siciliano. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato un provvedimento in cui il governo nazionale si impegna a stanziare oltre 18 milioni di euro, da utilizzare entro il 2017, per la ristrutturazione e l’adeguamento dei beni confiscati alla mafia nei capoluoghi di regione e nelle città in cui l’emergenza abitativa è un’emergenza. A Palermo andranno 30 appartamenti. Una goccia nell’oceano di chi attende una casa popolare (sono 10 mila). Numeri impressionanti, dati drammatici per una città italiana ed europea. Eppure qualcosa si sta muovendo. Al di là del provvedimento del governo Renzi, da quando il prefetto Umberto Postiglione si trova alla direzione dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, è innegabile l’accelerazione nei tempi di consegna. Basti pensare che nel 2014 il comune di Palermo si è visto recapitare 131 immobili e in appena tre mesi del 2015 siamo già a 70.

Palermo, la città con il maggior numero di beni confiscati – La strada sembra quella giusta, ma ancora c’è molto da fare. Soprattutto se si considerano i dati diffusi dal “Corriere della Sera”, in cui viene messo in evidenza che Palermo è la città con la massima concentrazione di beni confiscati: «1.945 immobili (17,3 per cento) e 272 aziende (16 per cento). Si tratta, nel dettaglio, di 215 tra appartamenti e ville (oltre 35 pertinenze), 44 uffici (1), 123 tra locali e magazzini, 89 tra cantine, box e posti auto, 34 scuole, 51 terreni (8), 14 fabbricati con terreni (12) e 2 fabbricati». Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e gli assessori alla Cittadinanza Sociale, Agnese Ciulla, e al Bilancio, Luciano Abbonato, definiscono un “grande risultato” il decreto del governo e propongono di avviare, a livello regionale, la riforma degli Iacp e la distribuzione delle risorse per il Piano per la morosità incolpevole. «Il decreto emanato dal governo nazionale rappresenta un grande risultato sul piano pratico, ma anche un riconoscimento politico dell’impegno profuso dalla nostra amministrazione insieme ad altre grandi città per far sì che i beni confiscati diventino sempre più uno strumento di contrasto alle emergenze sociali», ha detto Orlando.

Le parole degli assessori del capoluogo – Mentre i due assessori hanno evidenziato l’impegno dell’amministrazione in questo periodo: «In questi anni l’amministrazione comunale – dicono Ciulla e Abbonato – ha messo in campo una strategia a breve, medio e lungo termine, destinando importanti risorse del bilancio comunale (circa 2 milioni) e attivando diversi strumenti per fronteggiare l’emergenza, dal contributo abitativo a quello straordinario fino al nuovo dormitorio comunale, e ha proposto la revisione dei regolamenti comunali del settore. Oltre 160 famiglie beneficeranno a breve del contributo alloggiativo per tre anni e 30 di un nuovo alloggio confiscato, che si sommano ai 10 beni già assegnati nel 2014».

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