Monitorare jihadisti, anarchici e antagonisti – Un evento globale come Expo Milano 2015, alla luce dei recenti attacchi terroristici da parte dei fondamentalisti islamici in Europa, Africa e Medio Oriente, può destare preoccupazione. È chiaro che i fanatici vedono nell’Esposizione universale un’occasione per procurare panico e ottenere una cassa di risonanza mondiale. Per evitare altre stragi e prevenire le azioni dei seguaci del presunto Stato Islamico, il direttore dell’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna), Arturo Esposito, in audizione al Copasir, ha sottolineato che l’attenzione dell’intelligence è alta sugli eventi che porteranno nei prossimi mesi in Italia milioni di visitatori. Il riferimento, oltre all’Expo, è anche all’ostensione della Sindone a Torino e al Giubileo annunciato da Papa Francesco. Jihadisti, anarchici, antagonisti. Tutti verranno monitorati dalle forze dell’ordine, ma la paura più grande è rivolta verso i cosiddetti “lupi solitari”. Difficili da controllare e prevedere, come dimostrano i recenti fatti di cronaca. L’Aisi ha di fronte a se una sfida complicata. Al momento non esistono progetti specifici, ma sono molteplici le attività di prevenzione.

Avviate misure di prevenzione – Monitorati, a qualsiasi ora, stazioni, porti, aeroporti e altri obiettivi sensibili. In vista dell’inaugurazione del primo maggio, all’Expo sono state già avviate misure di prevenzione. Mentre nei mesi successivi, quando si susseguiranno delegazioni di Capi di Stato e Governo, bisognerà garantire la corretta protezione alle note personalità. I foreign fighters, gli antagonisti dei centri sociali e gli anarco-insurrezionalisti sono i potenziali profili che potrebbero tentare di creare scompiglio e caos all’Expo. L’imperativo categorico perseguito dall’Aisi è quello di far procedere la manifestazione universale sul binario della tranquillità e della civiltà.

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