La resilienza di Capodicasa e Crisafulli – Facciamo finta che la matematica non sia un’antichissima costola della filosofia e ignoriamo i principi di quella materia universitaria conosciuta come filosofia della scienza. Proviamo a considerarle (non è poi così difficile nel mondo contemporaneo) come delle discipline contrapposte, distanti e in lotta l’una con l’altra per l’affermazione di differenti visioni della realtà. In un contesto del genere la resilienza di Angelo Capodicasa, classe 1949, e Mirello Crisafulli, classe 1950, è stata premiata. Nella larga maggioranza in cui si muove il pensiero renziano e nell’ideologia popolare della rottamazione, i due storici esponenti della sinistra siciliana ne stanno uscendo indenni. Anzi, vittoriosi. Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di una rivincita degli ex Pci, ma in realtà la Sicilia è un mondo a se. E non è una considerazione frutto di logiche autonomiste al momento passate di moda, ma la constatazione di un dato di fatto avvalorato da vicende che si intrecciano con la storia di questa terra.

Il “compagno” Crusafulli – Racconti che potrebbero avere come luogo della narrazione la città di Enna, dove Mirello Crisafulli ha una popolarità paragonabile a quella di qualche dirigente ex Pci della rossa Emilia Romagna. Una personalità molto legata al territorio e così se si entra in qualche bar di Enna sarà difficile sentir parlare male di Crisafulli. Soprattutto dopo che ha risolto i suoi guai giudiziari e non ha più carichi pendenti, il “compagno” Vladimiro è pronto per correre alle primarie del centrosinistra a Enna. L’esito del voto, a quanto pare, dovrebbe essere scontato e la strada verso la poltrona di sindaco appare in discesa. I freddi numeri siberiani di Crisafulli hanno avuto, di nuovo, la meglio. Il renzismo astratto (troppo astratto) della Sicilia deve piegarsi all’ex dirigente comunista. Meglio così per la dirigenza regionale del Pd. Dopo il pasticcio delle primarie di Agrigento, gli inciuci con Forza Italia, le dimissioni del trasformista Zambuto e i gravi problemi della giunta regionale, è saggio affidarsi all’usato sicuro, quello impossibile da rottamare.

L’intramontabile Capodicasa – Del resto la matematica è dalla sua parte e nel vuoto del pensiero siciliano i numeri fanno ancora la loro differenza. Lo stesso discorso vale per Angelo Capodicasa. Anche lui proviene dalla tradizione ex Pci ed ex Ds. Percorso identico a quello di Crisafulli, con il quale ha condiviso l’esperienza del governo regionale. Erano gli anni della Quercia al potere. Capodicasa, seppur per breve tempo, era diventato il primo presidente di sinistra della regione Sucilia, mentre Crusaffulli era assessore con delega alla programmazione dei fondi europei. Dopo oltre 15 anni sono ancora là. Resistono e approfittano della confusione dei dirigenti del partito dell’isola. Capodicasa dovrebbe essere il candidato sindaco del centrosinistra ad Agrigento. Una sfida difficile per il contesto regionale e per il caos delle primarie, ma l’ex presidente non dovrebbe tirarsi indietro. È pronto a fare la sua parte e a salvare il Pd dal rischio sconfitta durante le elezioni amministrative di primavera.

Se i “PastDem” sono la nuova classe dirigente – La matematica vince in Sicilia, soprattutto se la filosofia non esiste, si confonde con le logiche del passato e i cambi di casacca sono paragonabili all’ultima settimana di calciomercato. Del resto non ci vuole chissà quale palato fino per comprendere che la Faraona non è un piatto tipico locale, nonostante venga sponsorizzata con forza da Roma. Il dramma della Sicilia, come per il resto dell’Italia, è che manca una classe dirigente preparata e onesta. Le persone capaci vengono lasciate in un angolo e rispolverate soltanto durante le campagne elettorali, mentre si lascia spazio a molti giovani con la puzza sotto il naso (PastDem) che parlano di meritocrazia e condannano la vecchia classe politica, ma in fondo perseguono le stesse logiche. Organizzano convegni che sembrano riunioni tra venditori di aspirapolveri, si sforzano di apparire “dotti” scrivendo qualche frase, piena zeppa di parole arcaiche, su Facebook copiata chissà dove. Roba da far venire l’orticaria. È evidente che non può esistere un pensiero di rinnovamento con questi personaggi. La matematica continua a vincere facile e con lei Crisafulli e Capodicasa

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