Mentre l’Isis saccheggia e distrugge le storiche biblioteche in Iraq, come la biblioteca di Mosul, a Al-Mutanabbi Street, centro intellettuale di Baghdad, apre la prima bancarella-libreria gestita da una donna, la ventiduenne Ruqaya Fawziya. La libraia ha dichiarato che la sua famiglia e le persone a cui raccontava l’idea di vendere libri per strada, hanno iniziato a sostenerla solo una volta intrapreso il progetto; quanto ai passanti e ai clienti, invece, la libraia racconta: «Non ho affrontato molestie di alcun genere dalle persone che visitano Al-Mutanabi Street; ma, a volte, la gente mi guarda con sorpresa, forse perché non ha familiarità con una donna che vende libri. Ma ci sono anche molte persone che, al contrario, mi incoraggiano».

La famosa strada di Baghdad ha portato fortuna a Ruqaya: durante la manifestazione “Sono un iracheno, sto leggendo”, ha incontrato il suo attuale marito, che ha sposato con una dote di 500 libri donati immediatamente e 1000 da donare in caso di un eventuale divorzio. “Sono un iracheno, sto leggendo” è una manifestazione spontanea nata su iniziativa di un gruppo di giovani iracheni per promuovere le buone pratiche del libro e della lettura. Centinaia di ragazzi si danno appuntamento a fine settembre sulla riva del Tigri per leggere e discutere dei loro libri preferiti.

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