Patteggiamento, proscioglimento e rinvio a giudizio. È stata questa la decisione del Gup di Messina, nell’ambito dell’udienza preliminare relativa al caso della morte di Camillo Miceli, 69 anni, deceduto all’ospedale Papardo nel 2012 a causa di uno scambio di sacche di sangue durante una trasfusione. L’azione venne svolta da un’infermiera, Maria Emanuela Civiletti, che ha patteggiato la pena a un anno e 8 mesi.

Invece è stato prosciolto Eugenio Ceratti, direttore sanitario pro tempore dell’azienda sanitaria nella qualità di responsabile del Comitato per il buon uso del sangue. Rinviati a giudizio altri due medici, Giulio Gitto e Massimo Calamaneri, che hanno scelto il rito ordinario. Dalle indagini è emerso che al pensionato fu eseguita una trasfusione con sangue incompatibile col suo e l’uomo morì nonostante il tentativo dei medici di salvarlo. I familiari presentarono una denuncia chiedendo che venissero accertate eventuali responsabilità dei sanitari e nelle ultime ore è arrivata la decisione del Gup di Messina.

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